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Lavorare… alla dipendenza del fumo: possibili conseguenze

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Alcune sostanze non vanno troppo d’accordo con il lavoro e ancor più con la sicurezza stradale. Facciamo il caso della nicotina. Questo composto organico non dà solo dipendenza fisica, ma anche psicologica: il circolo vizioso innescato dalla dopamina e dall’adrenalina (vale a dire la sensazione di benessere/euforia con cui fronteggiare la sensazione depressiva), rinforza il comportamento del fumatore e, più specificatamente, il gesto del fumare. La dipendenza psichica è talmente importante che, quando si smette di fumare, si manifesta una vera e propria sindrome da astinenza, caratterizzata da: voglia irrefrenabile di fumare; difficoltà di concentrazione; irritabilità; ansia e insonnia.

Quali conseguenze provoca il fumo sull’attività lavorativa?

Beh, la difficoltà di concentrazione, l’ansia e l’insonnia impattano negativamente sulle prestazioni alla guida, aumentando la probabilità di incidenti. Così come la voglia irrefrenabile di fumare, implica la necessità di fumare in qualsiasi momento, compreso mentre si è alla guida (e anche questo implica una minore concertazione sulla strada).
Per quello che riguarda la sfera relazionale, l’aggressività, l’essere ostile e il nervosismo rendono senz’altro difficile instaurare dei rapporti umani con la persona che ci sta accanto.

Ricapitolando, quali sono i danni principali della dipendenza da fumo?

A livello fisico, si può avere maggiore probabilità di manifestare:
– irritazione e infezione alle vie respiratorie
– bronchite
– asma
– gengiviti
– tumore ai polmoni, rene e vescica (le sostanze cancerogene vengono filtrate nei reni e poi espulsi dalla vie urinarie)
– aumento della pressione arteriosa
– invecchiamento precoce della pelle
– ulcere gastro-duodenali
– impotenza
– alitosi


A livello psichico:
– riduzione della qualità del sonno
nervosismo, ostilità, agitazione
ansia
– difficoltà di concentrazione
– alterazione del tono dell’umore
– riduzione della sensazione di appetito

Curiosità

Perché un fumatore non sente più gli odori?

Ci sono due modi principali con i quali il fumo può produrre una perdita parziale o totale dell’olfatto (anosmia): danneggiando i neuroni deputati al senso dell’olfatto (che risiedono nelle cavità nasali) oppure irritando e infiammando le cavità nasali. L’infiammazione si riduce dopo qualche giorno senza fumo; per quello che riguarda il danno ai neuroni, se non c’è stato un danneggiamento importante, il senso dell’olfatto si riacquisisce completamente smettendo di fumare.

Quanto costa fumare un pacchetto di sigarette al giorno?

Facciamo un rapido calcolo: il prezzo medio di un pacchetto da venti sigarette è di circa 5 euro. Quindi, un fumatore che consuma quotidianamente un pacchetto spende circa 1900 euro all’anno. A questo vanno aggiunti altri costi indiretti, in termine di salute in primis. Secondo l’Istat, un fumatore italiano in media accende 13 sigarette al giorno, arrivando ad una spesa annua di circa 1.200 euro.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti