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Le trattorie chiudono e… gli «autisti-eroi» restano senza bagni|K44 Risponde

All'autotrasporto si chiede di continuare a lavorare. Oggi come nella scorsa primavera. Ma oggi come allora lo si priva anche del minimo indispensabile - come l'accesso a un servizio igienico - per poterlo fare in modo dignitoso. Una lacuna da colmare in tutta fretta. Ma come? K44, come al solito, Risponde: con l'aiuto di un'autista di camion come Paola Gobbetti, del direttore del Truck Village Colleferro, Giancarlo Ceccarelli, del segretario di FAI-Conftrasporto, Andrea Manfron, della "nostra" Patrizia Amaducci e del presidente della Sezione V.I. di UNRAE, Paolo Starace

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La prima volta fa male, la seconda diventa quasi ingiustificabile, perché era possibile, con una qualche accortezza, fare tesoro dall’esperienza precedente. Stiamo parlando dei provvedimenti governativi che portano alla chiusura delle trattorie e degli altri esercizi di ristorazione (a partire dalle ore 18 nelle zone gialle e per l’intera giornata in quelle arancioni e rosse) e che di fatto rendono indisponibili anche i servizi igienici annessi. Cosa che già di per sé sarebbe inconcepibile, ma che nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria, dove il continuo lavaggio delle mani viene incluso (insieme all’uso delle mascherine e al distanziamento sociale) tra gli strumenti decisivi per arginare il contagio, appare veramente contraddittoria.

Esiste un’eccezione, certo. Quella costituita dagli esercizi presenti sulla rete autostradale. Ma non tutto l’autotrasporto corre lungo queste direttrici, come ci ricorda Paola Gobbetti, che da 19 anni fa l’autista di veicoli pesanti lungo le strade di tutta Italia. Infatti, ci sono camion che vanno nei porti e negli interporti, lungo strade di grande comunicazione o all’interno di parcheggi dedicati per TIR. Ecco, come sostiene in questo video Paolo Starace, presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, tenere chiusi bar e ristoranti e quindi anche i bagni al loro interno, è un po’ come se in Parlamento si vietasse l’uso della buvette e dei servizi igienici relativi.

Un paradosso al quadrato: perché a quello di eliminare l’uso dei bagni da quell’ambiente di lavoro costituito dalla strada, si aggiunge pure quello di chiudere i servizi di ristorazione dei parcheggi pensati e dedicati ai camion, ai quali comunque si richiede di continuare a consegnare merci necessarie. Un paradosso che abbiamo commentato con Giancarlo Ceccarelli, direttore di un grande parcheggio del centro Italia, il Truck Village di Colleferro, che seppure si trova a 800 metri dall’autostrada, seppure può ospitare e dare ristoro a cento camion, in questa fase deve tenere chiusi una parte essenziale dei propri servizi.

Una situazione assurda a cui le associazioni di categoria dell’autotrasporto stanno cercando di mettere riparo. In che modo ce lo spiega Andrea Manfron, segretario nazionale FAI-Conftrasporto: introducendo degli emendamenti al Dpcm tramite il primo atto normativo possibile, in modo da consentire l’apertura anche agli esercizi che si trovano nei luoghi in cui normalmente transitano o sostano camion. Vale a dire strade di grande comunicazione, parcheggi per camion, aree interportuali e portuali.

Nell’attesa, per fortuna, c’è Uomini e Trasporti. Come già aveva fatto nella scorsa primavera, infatti, il nostro sito – come ci spiega la vicedirettrice, Patrizia Amaducci, continua ad aggiornare ora per ora l’elenco delle trattorie che, dotate di un parcheggio per camion, garantiscono un servizio di asporto agli autisti. In tutto sono circa 150 strutture, che coprono buona parte delle regioni e che soprattutto oltre a consegnare cibo, dispongono in molti casi anche di un servizio docce. Qui potete trovare l’elenco completo, aggiornato dopo il Dpcm del 5 novembre.

Buona visione!

I video presenti nel programma sono stati registrati prima dell’emergenza Covid-19

Redazione
Redazione
La redazione di Uomini e Trasporti

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