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Manomette tachigrafo e impianto AdBlue: multa e denuncia penale per autista 42enne. Ma non la solita…

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Pesante punizione – e tutto sommata meritata – per un autista di 42 anni di origini tunisine e alle dipendenze di un’azienda di autotrasporto italiana, intercettato due notti fa dalla polizia stradale di Altedo lungo la A13 una ventina di chilometri prima del casello di Ferrara sud intorno alle tre del mattino. Gli agenti lo hanno seguito mentre viaggiava verso nord e poi giunto al casello della città estense gli hanno intimato di uscire. E lì hanno iniziato un controllo particolarmente articolato. Inizialmente gli uomini della stradale sono ricorsi al Police controller, un sotfware in dotazione della polizia che analizza in pochi istanti i dati del tachigrafo e verifica l’eventuale presenza di violazioni. Nel caso specifico più che altro si sono accorti di diverse lacune nella registrazione e quindi hanno pensato di trasferire il camion presso un’officina specializzata di Malarbergo (Bo) per effettuare un controllo all’interno degli organi del veicolo. E così facendo è spuntato fuori un sistema elettronico da governare tramite interruttore dalla cabina, non tanto originale nella finalità per cui era stato concepito (impedire le registrazioni del tachigrafo quando il veicolo era in movimento), quanto nelle dimensioni, particolarmente ridotte

Il sistema con cui si impedivano le registrazioni dei dati sul tachigrafo era particolarmente ridotto

Ma non era ancora finita, perché proseguendo nel controllo gli addetti dell’officina si sono accorti anche di un altro congegno diabolico, comunemente detto «emulatore di Adblue», vale a dire un dispositivo che invia segnali alla centralina elettronica del veicolo in modo da farle percepire una presenza del liquido che serve ad abbattere le emissioni, anche quando nel serbatoio non è presente. Viene venduto anche nelle aree di servizio o sul web a prezzi tutto sommato irrisori e, per aggirare la normativa, viene specificato che va usato soltanto fuori dall’Unione europea, laddove diventa difficile reperire adblue e quindi si rischia di vedersi tagliata la potenza del motore. Di fatto, però, viene usato per evitare di acquistare questo liquido, ma così facendo si trasforma un veicolo euro V o euro VI in un euro 0. E quindi non si fa un grande servizio all’ambiente.  

L’emulatore di adblue è venduto anche sul web a prezzi irrisori e, per aggirare la normativa, viene specificato che va usato soltanto fuori dall’Unione europea, laddove diventa difficile reperire adblue e quindi si rischia di vedersi tagliata la potenza del motore. Poi però i furbi lo usano anche dentro l’UE

Messe in colonna tutte le violazioni gli agenti passavano a stendere il verbale, in cui comparivano:
– la sospensione della patente di guida;
– una serie di sanzioni che tutte insieme raggiungevano la bellezza di 4.000 euro;
– la denuncia alla procura della Repubblica per verificare che nel caso in questione ci fossero gli estremi di quanto previsto dall’art. 432 del codice penale, quello cioè che punisce con la reclusione da uno a cinque anni «chiunque pone in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria». Attenzione, in questo caso, contrariamente a quanto avviene di solito, non si contesta l’art. 437 del codice penale che punisce chi rimuove o danneggia strumenti destinati a prevenire infortuni sul lavoro (vale a dire il tachigrafo). Forse, proprio perché negli ultimi tempi la Cassazione ha sempre specificato che di quest’ultima fattispecie è imputabile soltanto l’impresa e non l’autista, è stato spostato il capo di imputazione: dalla rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro (art. 437), si è passati all’attentato alla sicurezza dei trasporti (art. 432). Peraltro, questo secondo, relativamente alla pena, è anche più pesante. Adesso, ovviamente, bisogna vedere la valutazione che farà il giudice delle indagini preliminari, perché se questi dovesse valutare che il comportamento dell’autista può effettivamente ritenuto come un attentato alla sicurezza dei trasporti, a quel punto si apre il processo.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti