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Mercato Trasporti e Covid-19: Primo trimestre schizofrenico, ad aprile export italiano in leggera risalita

Un inizio anno promettente, un febbraio in crescita, poi la “mazzata” di un marzo catastrofico. Ma oggi i carichi sembrano piano piano riprendere fiato e si vede una pallida luce in fondo al tunnel

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Il primo trimestre 2020 del mercato dei trasporti resterà nella storia per l’andamento assolutamente imprevedibile e il vertiginoso saliscendi tra offerta e domanda di carichi/mezzi nel periodo inizio gennaio-inizio aprile. Fenomeno che si spiega ovviamente in gran parte con la pandemia del Covid-19, ma che, come vedremo, ha dato origine anche a situazioni inaspettate e sperabilmente interlocutorie.

Partiamo dalla situazione attuale e dal mercato italiano, valendoci, come sempre, del prezioso aiuto del Barometro dei trasporti di Timocom. A oggi il rapporto carichi-mezzi tra il nostro Paese e il resto del Continente è tutto sommato discreto, visto che si colloca a un 27:73 in decisa risalita rispetto al 19:81 di fine marzo, quando l’offerta di carichi era crollata dal sorprendente, per certi versi, 45% di febbraio. Per alcuni Paesi, anzi, il rapporto carichi:mezzi è attualmente più che buono: parliamo della Germania e della sorprendente Serbia (entrambe a 65:35), della Polonia (54:46) e anche della Romania (45:55). Per il resto del Continente peròle cifre sono insufficienti, specie se si guarda a Francia, Gran Bretagna e soprattutto Spagna (drammatico il 4% di esportazioni). 

Statico al 28% ilsolitamente premiante mercato interno per l’effetto morbo, mentre in entrata verso l’Italia spicca il 69% di carichi proveniente dall’Ungheria, seguito dalle accettabili prestazioni della Croazia (39:61) e della Polonia (34:66). Ma complessivamente c’è poco da festeggiare.

Focalizzandoci invece sul primo trimestre 2020 nel suo complesso, per una volta l’Italia pare seguire il trend continentale: gennaio fiacco al 25% di carichi; febbraio in forte crescita fino al 45%; marzo disastroso con un rovinoso cedimento di 26 punti. La – tutto sommato – soddisfacente ascesa di quasi 10 punti percentuali nel mese in corso fornisce quindi la speranza di una seconda parte dell’annata in recupero, ovviamente legata alla risoluzione del contagio, agli aiuti economici e alla “salute” delle imprese committenti e di trasporto.

La situazione europea – L’Europa sconvolta dal coronavirus ha visto nei primi 90 giorni dell’anno forti fluttuazioni di mercato. In particolare, nel mese di marzo, le insicurezze sull’impatto della pandemia hanno dapprima causato un aumento repentino ed insolito delle offerte di carichi, «probabilmente dovuto – come spiega l’analista di Timocom, Tilman Fecke – alle possibili chiusure dei confini e ad altre restrizioni imposte dall’epidemia, per le quali molte aziende hanno deciso di anticipare gli ordini». 

Nel primo trimestre del 2020 Timocom ha così registrato un aumento delle offerte di carichi pari al 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento del 26% nei trasporti verso l’Italia e perfino del 53% verso la Polonia. Particolarmente elevata la domanda di mezzi di trasporto frigoriferi, con un aumento per le merci a temperatura controllata del 50% rispetto gennaio-marzo 2019. 

Il lockdown di metà marzo in diversi Paesi ha poi rappresentato il punto di svolta della tendenza al rialzo. Con il blocco della produzione per gran parte delle aziende e il crollo dei quantitativi consegnati (fatta eccezione per il commercio al dettaglio alimentare), la quantità di carichi è diminuita di oltre due terzi, un andamento mai verificatosi nel periodo pre-pasquale, durante il quale sulla borsa carichi tedesca vengono caricate di solito fino a 750.000 offerte carichi/mezzi al giorno.

Ma c’è di più. Nonostante in questo periodo le imprese di trasporto siano alla ricerca disperata di ordini per sfruttare al meglio i propri veicoli, nel primo trimestre dell’anno si è assistito a una diminuzione della capacità di carico sul mercato. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si è infatti registrato un calo complessivo delle offerte di mezzi inserite del 3% in Europa e addirittura del 15% in Germania. Questo fenomeno apparentemente sorprendente si spiega probabilmente col fatto che le imprese di trasporto stanno ritirando temporaneamente dal mercato alcuni veicoli della propria flotta a seguito del calo degli ordini. È chiaro che esiste una forte distorsione del mercato stesso, assolutamente fuori dal normale. Il portavoce aziendale di Timocom, Gunnar Gburek, resta però ottimista: «Negli ultimi giorni stiamo assistendo a un andamento lievemente al rialzo nell’offerta di carichi su alcune relazioni. Tuttavia solo nel secondo trimestre dell’anno sarà possibile individuare con chiarezza l’andamento del settore dei trasporti alla luce dell’attuale pandemia».

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti