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Parcheggia il camion e schiaccia accidentalmente il figlio: tragedia di un autista sondriese

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Una storia così triste che più triste non si può. Un autista di un camion frigorifero, un uomo di quasi cinquant’anni di origini pachistane e residente in Valtellina, in provincia di Sondrio, dopo l’ennesima giornata di lavoro al volante di un camion giunge allo scarico intorno alle 18 di martedì presso un’azienda di Tavanazzano con Villavesco, in provincia di Lodi. È già buio e quella manovra l’ha fatta decine, centinaia di volte e quindi va via spedito, senza problemi. A terra, a dargli una mano c’è il figlio ventunenne, (le sue iniziali sono G.N.), anche lui residente a Teglio
Cosa accade in quei pochi secondi è difficile da dire, ma è probabile che il giovane si sia infilato tra il camion e il muro per andare ad aprire il semirimorchio e iniziare al più presto le operazioni di scarico e riprendere quanto prima la strada di casa. 

L’uomo alla guida, però, non se ne accorge: soltanto quando ha terminato la manovra, dopo che è sceso dalla cabina e ha chiamato inutilmente il figlio, viene punto dal sospetto. A quel punto corre sul retro del veicolo appena spento e si accorge che il figlio è lì, disteso a terra e sta molto male: nella manovra è rimasto schiacciato contro il muro. Così, chiama subito i soccorsi sanitari, i quali arrivano in tutta fretta. Gli uomini del 118 cercano di rianimare il giovane, ma le sue condizioni consigliano il trasferimento urgente in ospedale. Così, parte la corsa in ambulanza e il successivo ricovero in sala di rianimazione dove il ventunenne resterà non più di un’ora: a quel punto il suo cuore smette di battere

La morte di una persona è tragica di per sè. E lo diventa a maggior ragione se la cosa avviene mentre sta lavorando. Ma in questo caso il pensiero del rimpianto e del rimorso di un padre la rende, se possibile, ancora più angosciante. Insomma, ci dispiace per il ragazzo, finito così prematuramente. Ma in fondo ci dispiace anche per suo padre che sta vivendo un vuoto improvviso, con il tormento di averlo in qualche modo provocato. Un dolore che, con ogni probabilità, riaffiorerà per tanto tempo ogni qualvolta tornerà a fare una manovra…

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti