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Frosinone: 8 denunce per manomissione del tachigrafo

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Gli agenti della Polizia Stradale di Frosinone e dei distaccamenti della provincia, mentre effettuavano operazioni di controllo per verificare il rispetto del divieto di oltrepassare la regione di appartenenza in assenza di validi motivi (come impone il Dcpm sul Covid-19 ancora in vigore), hanno fermato alcuni mezzi pesanti riscontrando un numero di violazioni particolarmente elevato. Peraltro, come riferiscono diverse fonti di stampa locale, la quasi totalità delle violazioni riguardavano tutte la manomissione del tachigrafo.

È così che sono scattate otto denunce, con altrettante patenti ritirate e sanzioni amministrative. Cosa registravano o, meglio, cosa non registravano i tachigrafi degli otto mezzi? In alcuni casi, nonostante i veicoli fossero in movimento, gli apparecchi risultavano spenti, in altri registravano valori non corrispondenti alla realtà. Gli altri esempi riguardano un tachigrafo che, collegato alla luce della cabina, attivava una registrazione «parallela» che non registrava le reali ore di guida dell’autista; in un altro caso un autista è stato pizzicato con la scheda tachigrafica di un collega; in un altro ancora un autista non aveva addirittura inserito la carta.

Gli otto autisti sono stati tutti puniti con le stesse sanzioni: ritiro della patente, decurtazione dei punti, sanzione amministrativa di circa 1.700 euro e denuncia all’Autorità Giudiziaria per verificare la commissione del reato previsto dall’articolo 437 del codice penale, vale a dire la rimozione dolosa o il danneggiamento delle cautele e degli strumenti finalizzati a prevenire gli infortuni sul lavoro. Reato punito con una pena fino a un massimo di 5 anni di reclusione.
Le apparecchiature manomesse sono state tutte sequestrate.

FOTO DAL WEB

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti