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Renault Master Z.E. Guidare sano e andare lontano

Pretendere di non andare piano nel traffico romano è praticamente impossibile. Né si può pensare che migliaia di veicoli in coda possano rendere sana l’aria che si respira. Se tutti utilizzassero veicoli elettrici le cose potrebbero cambiare. Ma nascerebbe il problema di riuscire ad andare lontano. Il furgone di taglia massima della losanga lo risolve con una nuova batteria, che allunga l’autonomia e accorcia i tempi ricarica

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Ci ha tenuto compagnia in giro per Roma per alcune settimane, il Renault Master Z.E. equipaggiato con la nuova generazione di batterie agli ioni di litio da 33 kWh, dotate di gestione elettronica ottimizzata, progettata da un team di esperti Renault e LG Chem. Il furgone elettrico della Losanga adotta il motore elettrico R75, ad alta efficienza energetica da 57 kW (equivalente a 76 CV), ereditato dalla ZOE, con cui è possibile raggiungere una velocità massima di 100 km/h. Questa unità è prodotta nello stabilimento Renault di Cléon, in Francia, fiore all’occhiello del Gruppo per la produzione di motori e trasmissioni ad alto valore aggiunto. La ricarica completa del Master Z.E. richiede 6 ore con la WallBox 32A / 7,4 kW. La Casa assicura un’autonomia reale di 120 km e comunque sempre superiore a 80 km nei casi di utilizzo più estremi (carichi pesanti, guida in centro città con soste frequenti, condizioni invernali). Il veicolo in prova, completamente bianco, è un passo medio con tetto alto (L2-H2).

LO SPAZIO PER LE MERCI
Anche la zona carico del Master Z.E. non delude e mette uno spazio a disposizione identico alle versioni termiche, 10,8 m3 per 1000 kg di portata. Ciò è stato reso possibile grazie al collocamento della batteria in posizione orizzontale, sotto il pianale di carico. Il vano di carico del furgone in prova è rivestito con pannelli in legno (optional). Sul pianale, rivestito con un materiale plastico antisdrucciolo, sono fissati diversi anelli di ancoraggio. Una paratia in metallo separa l’abitacolo dalla zona carico alla quale si accede o dal portellone scorrevole laterale destro o dall’apertura posteriore a doppio battente (apribile a 90° o 180°).

Giriamo la chiavetta e, nel silenzio più totale, innestiamo la marcia spostando la leva del selettore (simile a quella degli automatici con 4 posizioni: Parking, Retro, Neutral e Drive) in D e partiamo. Ci dirigiamo verso il centro storico di Roma immergendoci nel traffico. E qui, se è certo che «si va piano», non è detto che ci si riesca in modo «sano». Le cose cambierebbero se tante più persone utilizzassero un furgone come questo, anche se magari qualche problema persisterebbe sull’«andare lontano». Qui però l’esperienza aiuta. Così, se è divertente vedere il Master Z.E. scattare con la prontezza di un’auto sportiva (merito di una coppia che, sui motori elettrici, si mette tutta a disposizione, senza aspettare di raggiungere un determinato regime di rotazione), non lo è affatto vedere l’ago della carica precipitare inesorabilmente verso il basso. Ma niente paura, basta procedere a 30/40 km/h e il nostro furgone elettrico consuma veramente poco. Selezionando la modalità ECO poi, la potenza viene ridotta a 50 CV, a tutto vantaggio dell’autonomia, consentendo comunque al veicolo di arrivare a 80 km/h. Che per le strade di Roma è un autentico miraggio!

Spesso e volentieri a Roma lo spazio antistante le colonnine Enel X per la ricarica è occupato da veicoli in sosta selvaggia oppure, come in questo caso da veicoli che non prendono bene le misure!

Altra esperienza “metafisica” è quella di contatto con il rumore prodotto dal Master Z.E., un sibilo lontano e sottile simile a quello prodotto dalle astronavi di Guerre Stellari. Encomiabile il freno motore che, procedendo a velocità urbane, consente praticamente di scordarsi dei freni che, alla bisogna, sono comunque efficaci. Inoltre, il veicolo è dotato di un innovativo sistema in grado di recuperare l’energia dispersa in decelerazione e in frenata per canalizzarla verso la batteria non appena si solleva il piede dall’acceleratore o quando si preme il pedale del freno. Tutto questo rende il Master Z.E. piacevole da guidare e maneggevole da manovrare (magari evitando le anguste viuzze del centro storico).

Per le operazioni di ricarica è sufficiente appoggiare la card al dislplay della colonnina e attendere le istruzioni. A quel punto si ha tutto il tempo «Inserisci il cavo nella presa libera…». Con 6 ore attaccati a una WallBox 32A / 7,4 kW si effettua una ricarica completa. Nel nostro caso, con circa tre ore, siamo arrivati a circa il 50%.

Poi però fatalmente arriva il problema «ricarica». Lo affrontiamo mettendoci alla ricerca di una colonnina di ricarica. Troviamo due Enel X a Piazza Risorgimento, di cui una libera. Anche se non riusciamo ad accostarci come vorremmo al marciapiede, a causa di una Twizy (il cui proprietario ha pensato bene di metterla proprio in mezzo alle due colonnine) riusciamo comunque a collegare il cavo della ricarica inventandoci un parcheggio a spina di pesce.

Il furgone elettrico della Losanga adotta il motore elettrico R75, ad alta efficienza energetica da 57 kW (equivalente a 76 CV), ereditato dalla ZOE, che consente di raggiungere una velocità massima di 100 km/h.

A quel punto tiriamo fuori le due comode borse con cavi e prese elettriche (una è per le colonnine esterne, l’altra per prese casalinghe), sguainiamo la card per la ricarica, la appoggiano al dislplay della colonnina e attendiamo le istruzioni: «Inserisci il cavo nella presa libera…». Mentre svolgiamo alcune commissioni in zona e pranziamo, dopo in un tempo di tre ore circa, il Master Z.E. ha fatto il pieno di energia (la carica è già al 50%). Scolleghiamo il tutto e riprendiamo la marcia. Finito il nostro giro di “consegne”, durato una cinquantina di chilometri all’interno delle mura della Città Eterna, riprendiamo la via di casa.

Il Master Z.E. è un veicolo che offre una maneggevolezza e una manovrabilità eccezionali, tranne che nelle anguste viuzze del centro storico dove, date le dimensioni del veicolo, si rischia di rimanere incastrati, complici i parcheggi ad “aquila selvaggia” degli utenti romani.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti