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Specchi retrovisori. Telecamere o specchi? Questo il dilemma

La tecnologia di visione dello spazio esterno con le telecamere è il futuro. E un costruttore l’ha già fatta propria. Gli altri, seppure hanno rinnovato di recente le gamme, ritengono che esistano ancora problemi da risolvere e quindi valutano la soluzione tradizionale – resa più aerodinamica – ancora funzionale

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Era il 2019 quando Mercedes-Benz stupì il mondo truck con il suo Actros privo di retrovisori. L’uso di telecamere (MirrorCam) per la visione posteriore apparve una soluzione rivoluzionaria, destinata a superare in fretta i “vecchi” specchi esterni. Le cose non sono andate esattamente così. Prova ne sia che i costruttori che hanno rinnovato le proprie gamme negli ultimi mesi (Iveco, MAN e Volvo Trucks) hanno preferito montare ancora i tradizionali specchi, magari con qualche adattamento aerodinamico con cui aumentare la superficie riflettente e abbassare il consumo di carburante. Le riserve – comunque da sciogliere nel tempo – riguardano alcune questioni legate alla visione in piena luce del sole all’oscuramento dell’obiettivo in caso di sporco stratificato. E poi ci sono alcuni problemi legislativi (l’impossibilità per esempio di adottare le MirrorCam se si lavora in ADR) e probabili maggiori costi in caso di rotture. Ma vediamo come le varie case si sono orientate al riguardo.

MERCEDES-BENZ TRUCKS  

Sulle telecamere la casa della Stella ha pochi dubbi. Innanzitutto, perché l’eliminazione degli specchi retrovisori sull’Actros ha ridotto il consumo di carburante fino all’1,5%, in virtù del minore impatto aerodinamico. La lente con rivestimento protegge poi il campo visivo dallo sporco, mentre sulle motrici con semirimorchio, durante la marcia in curva, l’immagine del display interno alla curva si orienta di conseguenza, fornendo una visuale ottimale dell’intero trailer. Nei display fissati sui montanti, sulle immagini esterne sono presenti linee distanziometriche per valutare meglio la presenza di altri utenti alle proprie spalle. Una linea supplementare è poi in grado di mostrare l’estremità posteriore del rimorchio, rendendo più precise le manovre. In caso di scarsa luce esterna, il sistema commuta sulla modalità ‘visione notturna’. In fase di manovra in retromarcia, poi, le MirrorCam possono mostrare nel monitor la zona vicina al veicolo (sopra) e la parte più distante dal camion (sotto), con una certa sovrapposizione. Infine, se il mezzo possiede il sistema di assistenza alla svolta, il display visualizza anche la presenza sulla traiettoria di marcia sul lato destro di soggetti in movimento o di ostacoli fissi.

Ma le MirrorCam risultano utili anche durante le soste e quando il conducente riposa. Tramite un interruttore posto sulla porta e accanto al letto, è possibile attivare il sistema per due minuti per consentire all’autista di controllare l’area circostante il camion: in caso visualizzi malintenzionati, può così attivare l’allarme. Il sistema funziona anche se la tendina è chiusa e il veicolo spento. Rispetto poi ai pre- sunti limiti, la casa tedesca replica che le prestazioni delle telecamere soddisfano ampiamente i requisiti di legge e i bracci che le sostengono sono ripiegabili (nel senso di marcia o in quello opposto), così da evitare danni e ridurre i costi di manutenzione in caso di collisione. Ma se la centralina o una delle telecamere vanno in tilt? Esiste un numero verde, attivo H24, per ottenere tempestivo soccorso. Tutti i centri di assistenza autorizzati sono dotati di un set di specchi di emergenza per condurre il mezzo in officina, dove la MirrorCam verrà riparata o sostituita in tempi molto ridotti.

MAN

Nel suo ultimo TGX il costruttore tedesco ha deciso di mantenere i tradizionali specchi retrovisori esterni, ma il loro alloggiamento è ora più snello e spostato leggermente all’indietro. Il risultato è elegante, produce una resistenza all’aria minore e aumenta il campo visivo diretto del conducente nella zona del montante. La casa di Monaco peraltro dispone già della tecnologia delle telecamere in opzione sugli autobus da turismo, ma non sui camion.

Questo perché – commenta l’azienda – gli autobus strutturalmente sono blocchi unici e l’autista percepisce un’immagine della fiancata che va da dove è installata la telecamera fino in fondo alle luci. Per un bilico o trattore o semirimorchio, quando si fa manovra, c’è il problema del punto morto sia con gli specchi che con le telecamere. Di conseguenza, la telecamera non è ancora a un livello qualitativo proponibile al trasportatore. Il nuovo sistema, con due monitor per la gestione interna, verrà consigliato quando sarà garantita la visione ottimale di notte o in caso di nebbia.

IVECO E NIKOLA 

Telecamere sì o telecamere no? La casa italiana non ha una sola risposta, giustificata con le diverse tempistiche nella produzione dei nuovi modelli. Sul futuristico Nikola TRE, per esempio, il cui arrivo sul mercato è previsto per il 2021, la soluzione degli specchietti a telecamera è in fase di sviluppo e, una volta testata adottata, potrà poi essere richiesta anche sul modello stradale Iveco S-WAY. Permangono ancora alcuni dubbi sulla perfetta visibilità in condizioni di guida particolari delle telecamere rispetto agli specchi, che il costruttore sottolinea per la necessità di preservare prima di tutto la sicurezza del veicolo e l’affidabilità della guida.

Proprio per questo sull’S-WAY sono già operative modifiche strutturali rispetto allo Stralis, che aumentano l’aerodinamicità dei mezzi, con conseguenti benefici sui consumi. Il nuovo design fornisce una visibilità diretta nettamente migliore, grazie – appunto – ai nuovi specchietti retrovisori e ai finestrini senza la presenza di montanti.

VOLVO TRUCKS 

Il costruttore di Goteborg ha deciso di mantenere gli specchi retrovisori perché li ritiene ancora più sicuri. Alcuni esempi argomentano la posizione. Si consideri l’utilizzo cava/ cantiere: se piove e il terreno diventa melma, una telecamera si ricoprirebbe quasi sicuramente di fango e non si vedrebbe nulla. Nei nuovi FH (ma anche nell’FH16, FM e FMX) gli specchietti sono quindi presenti e la loro visibilità è stata incrementata però del 10%. La possibile di aggiungere sul veicolo fino a 8 telecamere è considerata un’integrazione utile.

Sul lato passeggero, in particolare, si può posizionare una telecamera d’angolo, che va a sostituire lo specchietto sotto al parabrezza anteriore – o sotto il lato anteriore destro – per coprire l’angolo cieco. La telecamera copre completamente tutto il fianco alle spalle del camion e il davanti, fino a quasi di fronte al posto di guida, con un obiettivo a occhio di pesce (fisheye), operativo a 180 gradi. L’attivazione è automatica al comando della freccia, ma si può schiacciare il pulsante sul display (o il pulsante sotto di esso) per far funzionare la telecamera permanentemente, sempre accesa durante il viaggio. Inoltre, come detto, si può installare un sistema fino a 8 telecamere (6 digitali e 2 analogiche) tipo ‘brigade’ per avere una visione dall’alto simulata, direttamente collegabili ad hub Ethernet montati sul telaio. Qui si possono inserire videocamere per la retromarcia del carrellone o del trattore, per vedere il lato destro o sinistro, collegate tra loro (fino a 4) oppure di sorveglianza, interne all’allestimento. Perché allora preferire ancora gli specchietti? La teletecnologia è già disponibile (era presente sul concept truck di 3 anni fa), ma prima – dicono gli svedesi – occorrerà eliminare il problema dei bagliori, gestire il controluce in maniera ottimale e inoltre realizzare un trattamento idrofobo del vetro, in maniera tale che non si possano depositare accidentalmente gocce o sporcizia varia. Fino a che questi requisiti non verranno soddisfatti il sistema non è considerato sicuro.