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Transit Custom PHEV. Elettrico senza vincoli.

Di fatto è un veicolo elettrico. Ma per aggirare il vincolo dell’autonomia e per non gravare troppo la tara con pacchi di batterie aggiuntive, Ford lancia una versione plug-in Hybrid, inedita per il settore, che chiede aiuto a un motore 1.0 Ecoboost. Così la portata rimane identica e l’autonomia può schizzare da 56 a oltre 500 km

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La rivoluzione nell’alimentazione dei veicoli sta moltiplicando le sigle con cui identificarli. Per chi non lo sapesse, quindi, PHEV è l’acronimo (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) con cui si identificano i veicoli a propulsione ibrida in cui le batterie possono essere caricate, oltre che con l’ausilio del motore a combustione interna, tramite una fonte di energia elettrica esterna. Grazie a Ford, oggi, questa sigla entra anche nel mondo dei veicoli commerciali, seppure con un approccio originale. Il Transit Custom PHEV, infatti, è sostanzialmente un veicolo elettrico, che si muove cioè grazie a una trazione (anteriore) affidata completamente a un’unità elettrica da 92.9 kW, alimentata tramite un pacco batteria agli ioni di litio. Se la sua dotazione meccanica si esaurisse qui, però, questo veicolo potrebbe percorrere al massimo 56 km e quindi avere un utilizzo limitato oltre che ansiogeno. Invece, la casa americana ha reso possibile l’accumulo di energia nelle batterie anche tramite l’azione di un motore a benzina, un 1.0 Ecoboost, in grado di far lievitare l’autonomia oltre i 500 km e di contenere le emissioni ad appena 60 g/km.

Tutti i componenti della catena cinematica sono sistemati sul telaio (il pacco batteria è al di sotto) in modo da non intaccare la portata netta e il volume di carico che si attestano rispettivamente a 1.130 kg e a 6 m3

Per raggiungere lo stesso risultato affidandosi esclusivamente alle batterie, ci sarebbero voluti voluminosi e pesanti pacchi, che avrebbero accresciuto in modo esorbitante la tara del veicolo e limitato lo spazio per le merci. Così, invece, il veicolo rimane leggero (anche perché l’Ecoboost è un “lieve” tre cilindri), il volume di carico resta inalterato rispetto al corrispondente modello diesel, ma soprattutto si rimuove il principale freno di chi si approccia all’alimentazione elettrica: la paura di rimanere a piedi all’improvviso senza avere una centralina da cui attingere corrente.

All’interno il modello PHEV del Transit Custom è quasi identico al suo gemello diesel, tranne che per la sostituzione del contagiri con l’indicatore di carica della batteria. Il modello Van è disponibile negli allestimenti Base, Trend e Titanium. Climatizzatore e parabrezza riscaldabile sono di serie, mentre sono disponibili il sistema di comunicazione e intrattenimento Ford SYNC 3 con touch-screen centrale a colori da 8″.

Non è tutto. Perché il Transit Custom PHEV si fa apprezzare, oltre che dall’ambiente, anche dai bilanci aziendali, visto che riduce drasticamente i consumi del veicolo fino a 2,7 litri/100 km. Un livello talmente basso da far digerire, insieme all’incremento di produttività del mezzo derivante dalla possibilità di accedere anche in aree urbane a traffico limitato, anche il sovrapprezzo d’acquisto, pari a circa 17-18.000 rispetto a un corrispondente modello diesel.

A prescindere dal prezzo, però, questo veicolo plug-in si presenta molto simile al gemello a gasolio: esternamente la differenza si riduce allo sportellino per la ricarica della batteria che si apre sull’anteriore sinistro; internamente, nella sostituzione del contagiri con l’indicatore del livello di carica della batteria.

Quattro le modalità di guida previste, tutte con trazione elettrica: (1) EV Auto garantisce il miglior equilibrio fra prestazioni ed efficienza e affida quindi all’algoritmo la decisione su se e quando usare il motore a benzina (2) EV Now disattiva il motore a benzina e lascia spazio esclusivamente a quello elettrico (3) EV Later utilizza al massimo la carica rigenerativa delle frenate, per conservare il livello di carica (4) EV Charge sfrutta il motore a benzina per riportare al massimo la carica della batteria.
Al conducente non rimane che selezionare (Drive o Low) sulla trasmissione. Al guidatore non resta che selezionare la trasmissione, avendo presente che se opta per la posizione Low (rispetto a Drive) la decelerazione aumenta al rilascio del pedale dell’acceleratore. Peraltro, se il rallentamento supera una certa soglia, le luci di stop posteriore si attivano automaticamente.

Per ricaricare il Transit Custom PHEV con un alimentatore domestico da 240 volt e 10 amp ci vogliono 4,3 ore per una carica completa, sia con uno industriale tipo 2 AC si scende a 2,7 ore.

La vera differenza sta nello stile di guida. Perché quando si è al suo volante non soltanto bisogna prestare attenzione a sfruttare al massimo rallentamenti e frenate per ricaricare la batteria, scordandosi del pedale del freno, ma anche perché richiede di far mente locale rispetto alla missione da compiere, così da azionare, tra le quattro modalità di guida programmate, quella più congeniale per portarla a termine (si veda box con le quattro schermate). Con la funzione Geofencing, però, disponibile con il Ford Pass Connect (qui di serie) anche questo compito abbastanza elementare si alleggerisce, visto che, quando si entra in un’area preimpostata dal gestore della flotta (in corrispondenza di un’area comunale o privata, come l’interno di un magazzino) o in una zona a traffico limitato (ZTL), il sistema innesta automaticamente la trazione EV Now, quella cioè che spegne il motore a benzina per lasciare spazio esclusivo a quello elettrico e invia autonomamente i dati in Comune per scongiurare sanzioni. Più facile di così!

UN MOTORE DA 185 CV SUL TRANSIT DA 2 TON

Il Ford Transit da 2 tonnellate aggiunge nell’offerta una quarta motorizzazione, sempre figlia del diesel 2.0 EcoBlue. La ragione dell’introduzione di questa nuova taratura di potenza – spiega Michele Montalto, CV Staff Operation Manager di Ford Motor Company – «è la conseguenza delle normative WLTP, che ci ha imposto di ricalibrare le coppie dei motori. Oltre a quello da 105 cv con coppia da 310 Nm, quello da 130 aveva 385 Nm, ma per rimanere all’interno dei parametri della normativa siamo dovuti scendere a 360 Nm, così come con quello da 170 cv e 405 Nm di coppia siamo dovuti scendere a 390 Nm. A quel punto per soddisfare la domanda di chi impiega questo veicolo in impieghi gravosi, abbiamo inserito la versione da 185 cv con una coppia che raggiunge i 415 Nm».
Per quanto riguarda le trasmissioni, dalla primavera del 2020, oltre al cambio manuale a sei marce standard, i Transit a trazione posteriore saranno disponibili con cambio automatico a 10 rapporti.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti