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Travestiti da protezione civile creano un finto posto di blocco e rapinano un camion

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C’è in giro una grande retorica sul fatto che da questa crisi usciremo migliori. Sarà, però tante volte sembra che questa crisi faccia in realtà venire a galla tutto il peggio dell’italica specie. Perché saremo anche fantasiosi e creativi, ma spesso queste doti le mettiamo al servizio di attività indicibili. Non si può definire altrimenti, infatti, quanto accaduto due giorni fa a Magliano Sabina, dove si è registrata, anche in questi tristi frangenti, una rapina a danno di un autista residente a Civita Castellana (Viterbo). E fin qui, verrebbe da dire, nulla di strano. In realtà, la prima stranezza è che in questo caso a subire la rapina non è stato tanto il camion e la merce che trasporta, ma lo stesso autista. Per il semplice motivo che il carico era di GPL. E nessuno ferma un camion per rubare GPL, anche perché non saprebbe dove metterlo, visto che è un gas. 

Infatti, il comando dei tre rapinatori si è diviso i compiti: uno, pistola alla mano, teneva sotto tiro l’autista, gli altri due mettevano a soqquadro la cabina per trovare tutto quanto potesse essere rubabile. E non gli è andata male, perché il conducente aveva con sé circa 5mila euro, raccolti nel corso della giornata per conto dell’azienda. Così, preso il contante i tre malviventi sono saliti in auto per darsi alla fuga.

Ma il dettaglio più importante, quello che veramente è indicibile e fa cadere le braccia, è la modalità con cui è stata organizzata la rapina. I tre uomini, infatti, raschiando il barile dell’inventiva, si erano travestiti da agenti della protezione civile e avevano organizzato, così vestiti, un posto di blocco simile a quelli che si vedono in giro per controllare che chi va per strada rispetti le disposizioni attualmente in vigore. Quindi, quando l’autista li ha visti e si è accorto dei cenni che facevano per farlo fermare era tranquillo. Senonché, appena ha accostato è spuntata la pistola ed è apparso subito evidente che quegli uomini erano tutt’altro che “protettori civili”. Erano dei ladruncoli che approfittavano della situazione e dello stato d’animo delle persone. 

Ovviamente sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Poggio Mirteto per ricostruire i dettagli dell’accaduto ed eventualmente intercettare i rapinatori prima che possano nuovamente replicare il loro truffaldino e cinico spettacolo.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti