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Unatras a De Micheli: «Ecco le cinque misure per far sopravvivere i servizi essenziali dell’autotrasporto»

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L’autotrasporto, mai come in questo triste frangente, ha ottenuto ringraziamenti e riconoscimenti del suo ruolo essenziale per il Paese un po’ da tutti, dall’opinione pubblica alle più alte cariche dello Stato, compreso il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. Ma l’autotrasporto, mai come in questo frangente, ha bisogno di un supporto sostanziale, costruito provvedimenti in tempo reale, affinché una parte importante delle sue imprese non sia costretta a fermarsi proprio un attimo dopo aver incassato il titolo di «settore essenziale». È questa in estrema sintesi il contenuto della lettera, firmata dal presidente Amedeo Genedani, che Unatras ha fatto recapitare alla ministra De Micheli. In pratica si tratta di sillogismo senza via di uscita: il trasporto serve ad assicurare la distribuzione di beni di prima necessità e quindi non si può fermare; ma siccome l’autotrasporto, gravato da costi costanti (gasolio, pedaggi, ecc) e privato dai committenti del regolare pagamento dei suoi servizi, rischia di fermarsi, per scongiurarlo bisogna sostenerlo tramite alcune misure di immediata applicazione. Quali sono queste misure? Unatras li elenca in modo puntuale. 
I primi della lista riguardano quelli necessari a 
garantire liquidità alle imprese, come per esempio 1l’utilizzo il più ampio possibile del Fondo centrale di garanzia PMI tramite l’ampliamento dei parametri del merito creditizio e 2) l’inserimento nell’annunciato decreto legge di aprile di una norma sui termini di pagamento sulla falsa riga di quanto previsto per il settore agroalimentare con sanzione certa e autorità di controllo individuata. Allo stesso scopo Unatras chiede di 3) erogare in fretta tutte le risorse gestite dal ministero e già previste da contributi e incentivi pubblici come, per esempio, quelle per le riduzioni compensate dei pedaggi autostradali, quelle per gli investimenti in acquisto di veicoli o quelle per la formazione professionale. 

Finalizzata a recuperare parte della produttività perduta è invece la richiesta alla ministra di 4) attuare anche in Italia la deroga temporanea ai tempi di guida e di riposo previsti dal Reg. 561/2006/CE, come già fatto da 22 Paesi europei, in modo da compensare la dilatazione dei tempi di esecuzione dei servizi di trasporto causati dalla complessità delle operazioni imposte per evitare contagi e dall’applicazione delle linee guida per il settore adottate dallo stesso ministero di intesa con le parti sociali.

Infine, rispetto alle imprese che garantiscono il trasporto di prodotti freschi verso Sicilia e Sardegna si richiedono 5) una priorità immediata agli imbarchi garantita dalla previsione di corridoi blu, vale a dire di corsie preferenziali, ma anche l’esonero dal costo del traghettamento e della navigazione laddove, in virtù anche del blocco delle attività industriali, per il ritorno non abbiamo un carico da trasportare.

Insomma, tutte misure tutt’altro che complicate e anzi in molti casi o già adottate dal governo in passato o fatte proprie altrove da altri paesi. In questo caso, però, il contenuto delle misure passa quasi in secondo piano rispetto alla tempistica della loro adozione. Nel senso cioè che non vedono la luce in fretta le conseguenze potrebbero essere spiacevoli. 

 

 

 

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti