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Unrae conferma a gennaio il trend negativo del mercato veicoli industriali

Il presidente Fenoglio: «l’andamento negativo del mercato dei veicoli destinati al trasporto di merci, nelle loro diverse declinazioni, sembra essere solo uno degli indicatori del settore che denunciano incertezza e confusione»

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Continua il trend negativo del mercato dei veicoli industriali. Ne dà notizia il Centro Studi e Statistiche di Unrae – l’Associazione delle Case Estere – che ha registrato a gennaio 2020 un calo del -3,2% sulle immatricolazioni dei veicoli industriali con mtt sopra le 3,5 ton che continua a denunciare un andamento negativo: a gennaio 2020 si è infatti registrato (2.123 veicoli immatricolati contro i 2.192 del gennaio 2019).

Ancor più pesante è la recessione nel comparto dei veicoli con mtt uguale o superiore le 16ton che mette in archivio il primo messe dell’anno con un calo del -5,3% (1.803 unità immatricolate contro le 1.903).

Numeri che preoccupano Franco Fenoglio, presidente della Sezione Veicoli Industriali di Unrae che commenta «Guardando al quadro generale dell’autotrasporto si vede come, nonostante le denunce e le aspettative e a dispetto delle iniziative di sostegno intraprese, l’andamento negativo non dia segni di inversione. Abbiamo più volte ormai ribadito in tutte le sedi nelle quali siamo stati convocati, che il sistema trasportistico italiano necessita di una visione programmatica di politica industriale, di interventi strutturali e di indicazioni certe per impostare una diversa organizzazione. Lo stesso sviluppo tecnologico di mezzi e sistemi gestionali lo impone».

Lo stesso numero Uno dell’Associazione ha sottolineato come «L’indagine più recente sulla situazione delle aziende italiane l’ha condotta Federtrasporti, che lo scorso 14 gennaio ha presentato la seconda edizione dello studio “100 numeri per capire l’autotrasporto”. Tra i dati emersi, si rileva che dal 2008 al 2018 sono aumentati del 461% i contratti di rete tra imprese di autotrasporto. Questi tentativi di razionalizzazione sono stati però accompagnati, tra il 2014 e il 2019, dalla chiusura di circa diecimila imprese di medie e piccole dimensioni con un costante impoverimento del tessuto imprenditoriale italiano» avvalorando il concetto che «all’autotrasporto in sofferenza servono indirizzi certi di politica economica e industriale, che consentano a tutte le imprese di poter progettare uno sviluppo coerente con le crescenti richieste di sostenibilità» perché, altrimenti, «a nulla servono gli sforzi dell’industria che, per rispondere adeguatamente allo stress di normative ambientali sempre più severe, continua a investire per proporre al mercato veicoli performanti in termini sostenibilità, sia economica che ambientale, e di sicurezza».

L’assenza di politiche per il settore logistica e trasporti volte a promuovere uno sviluppo competitivo dell’autotrasporto italiano in un’ottica di sistema Paese ha prodotto nel tempo anche una carenza di figure professionali come gli autisti e i meccanici. E proprio all’assistenza dei veicoli e ai problemi occupazionali del settore, Unrae dedicherà a fine marzo una ricerca che analizza la competitività del settore del trasporto italiano nel contesto economico europeo in cui si trova a operare «L’autotrasporto nel suo complesso offre nuove possibilità di occupazione di fronte allo sviluppo tecnologico dei mezzi – conclude Fenoglio – e i giovani soprattutto debbono essere informati correttamente su queste opportunità».

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La redazione di Uomini e Trasporti