La riforma della portualità italiana approvata dal governo continua a sollevare polemiche. Debora Serracchiani, deputata del Partito Democratico, ha espresso oggi da Trieste forti dubbi sulla nascita di Porti d’Italia Spa, organismo pensato per coordinare i porti nazionali.
«Salvini dica perché stanno portando avanti una riforma che destruttura la portualità italiana. Noi siamo sempre stati d’accordo sul fatto che ci debba essere un coordinamento nazionale della portualità italiana, sulle grandi strategie, mercati da individuare, accordi fra Stati. Ma Porti d’Italia Spa non fa questo», ha dichiarato Serracchiani, evidenziando come il nuovo organismo rischi di creare più confusione che coordinamento.
Per le aziende di logistica e per gli operatori portuali, il punto più critico riguarda le risorse: «Assorbirà risorse e personale dai porti italiani e potrà andare a investire in porti fuori dal nostro Paese», ha spiegato la deputata, aggiungendo che il timore è condiviso da presidenti di Regioni di diverse forze politiche. Questo potrebbe tradursi in meno personale operativo, meno investimenti mirati nei porti italiani e rallentamenti nelle procedure per le imprese.
Serracchiani ha anche richiamato l’attenzione sulle nomine all’interno delle autorità portuali, spesso influenzate da logiche politiche: «C’è un braccio di ferro tra le forze politiche cui stiamo assistendo un po’ in tutti i porti, per cui se il presidente di un’autorità portuale ha un colore politico, la nomina del segretario generale deve avere un colore diverso». Per gli operatori del settore, questo può significare maggiore incertezza nella governance locale e potenziali ritardi nelle decisioni operative.
Infine, Serracchiani ha invitato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a farsi portavoce di queste preoccupazioni: «La proposta di Porti d’Italia Spa sarà valutata anche alla Conferenza unificata Stato Regioni».
Per le aziende logistiche italiane, la vicenda non è solo politica: la gestione dei porti, la distribuzione delle risorse e le nomine strategiche determineranno efficienza, tempi di movimentazione e capacità di attrarre traffico commerciale. Il dibattito su Porti d’Italia Spa apre dunque un fronte operativo su cui il settore dovrà mantenere alta l’attenzione.


