La carenza di autisti nel trasporto su strada non è più un problema ciclico ma strutturale: senza il ricorso ad autisti stranieri a rischio la competitività della logistica europea, ma occorre superare le lungaggini burocratiche. In Europa mancano già oggi oltre 500mila conducenti professionali, una cifra che potrebbe superare il milione nei prossimi tre-cinque anni se non verranno adottate misure correttive. È quanto emerge dal nuovo studio realizzato dall’IRU per la Commissione europea dedicato all’impiego di autisti provenienti da Paesi terzi nel settore del trasporto merci e passeggeri su strada.
Sotto i riflettori direttamente la tenuta delle catene logistiche europee. Secondo Bruxelles, l’età media degli autisti di autobus e mezzi pesanti è ormai intorno ai 50 anni, mentre oltre un terzo ha più di 55 anni e meno del 5% ha meno di 25 anni. In altre parole, i pensionamenti stanno ampiamente superando l’ingresso di nuovi giovani nella professione.
Autisti extra-Ue: l’8% della forza lavoro
Per colmare il gap occupazionale, il settore sta sempre più facendo ricorso a conducenti provenienti da Paesi extra-Ue.
Secondo il report, nell’Ue lavorano circa 3,2 milioni di autisti professionali di mezzi pesanti, circa 300mila conducenti provengono da Paesi terzi, pari a circa il 7,5% della forza lavoro totale, quota che sale a circa l’8% se si considera solo il trasporto delle merci.
In Polonia quasi il 30% viene dall’Ucraina
Le differenze tra Stati membri sono però significative. In Polonia, ad esempio, i conducenti provenienti da Paesi terzi rappresentano quasi il 30% dell’occupazione nel trasporto internazionale su strada, con oltre 162mila autisti non Ue impiegati da aziende polacche a fine 2023, molti dei quali cittadini ucraini. Al contrario, in paesi come Danimarca o Paesi Bassi l’incidenza resta molto più contenuta, anche a causa di procedure di ingresso più restrittive.
Il vero ostacolo: burocrazia e costi
Nonostante l’interesse crescente delle imprese, il reclutamento di autisti extra-Ue resta complesso e costoso. Secondo le aziende intervistate per lo studio, il processo medio di assunzione internazionale dura tra 4 e 6 mesi, circa metà del tempo è legato alle procedure migratorie. In molti Stati membri le pratiche possono arrivare fino a 6-12 mesi. Il costo per assumere un autista proveniente da un Paese terzo può superare i 20mila euro prima ancora che inizi a lavorare. Una cifra che tiene conto del salario durante l’iter di conversione della patente Ue la formazione e l’esame per acquisire la CQC e i costi di vitto e alloggio.
Senza migrazione qualificata, rischio per le supply chain
Secondo la Commissione europea, il ricorso a lavoratori provenienti da Paesi terzi è ormai una leva strategica per garantire la continuità operativa del settore. La capacità dell’Ue di attrarre conducenti qualificati dall’estero è destinata a diventare un fattore determinante per la competitività del sistema logistico europeo, in un contesto in cui la forza lavoro interna non è più sufficiente a soddisfare la domanda di trasporto.


