Non è un porto a cambiare proprietario, ma un cantiere navale. E la distinzione conta: a Mangalia, sul Mar Nero, la posta in gioco non è la gestione di un terminal commerciale, bensì la possibilità di rimettere in funzione una grande piattaforma industriale e destinarla insieme alla cantieristica civile e militare.
Rheinmetall e MSC si sono aggiudicate il cantiere per circa 138 milioni di euro. L’acquisizione, secondo il gruppo tedesco di difesa, dovrebbe essere completata nelle prossime settimane. Il progetto prevede di sviluppare il sito come impianto a doppio uso, con aree produttive e zone di sicurezza separate.
È l’accoppiata a rendere l’operazione interessante per il mondo dei trasporti. Da una parte c’è Rheinmetall, gruppo tedesco che sta ampliando la propria presenza nella cantieristica navale; dall’altra MSC, uno dei maggiori operatori mondiali del trasporto marittimo di container. La partecipazione della compagnia svizzera inserisce un grande attore della logistica marittima in un progetto che ha anche una chiara finalità industriale e strategica. I ruoli operativi dei due partner, però, non sono stati dettagliati: per ora il comunicato parla di acquisizione congiunta e di attività civili e militari da sviluppare sul sito.
Il cantiere ha già un programma di lavoro definito. Per Rheinmetall Naval Systems sarà coinvolto nella costruzione di quattro unità commissionate dalla Romania: due pattugliatori d’altura di 96 metri e due navi di 43 metri per il supporto alle attività subacquee. Il gruppo indica Mangalia anche come possibile base per ulteriori progetti navali nell’Europa sudorientale.
La rinascita industriale arriva dopo una lunga crisi. Il cantiere, controllato fino alla procedura d’insolvenza dallo Stato romeno e dal gruppo olandese Damen, era entrato in difficoltà dopo anni di problemi finanziari e una prolungata carenza di ordini. La sua cessione chiude una fase, ma non garantisce da sola il ritorno alla piena operatività: serviranno investimenti, personale e commesse continuative.
Il contesto è quello di una Romania che sta rafforzando le proprie capacità di difesa e vuole legare una parte delle nuove forniture alla produzione nazionale. Il programma navale si inserisce in un più ampio piano di acquisti militari finanziati attraverso lo strumento europeo SAFE. In questo quadro Mangalia può diventare una risorsa produttiva, ma anche un tassello della presenza industriale europea sul Mar Nero, area in cui sicurezza delle rotte e continuità dei traffici sono diventate questioni sempre meno separabili.
Per MSC, dunque, l’operazione non va raccontata come l’acquisto di un porto né come un’espansione dei propri terminal. È piuttosto l’ingresso, insieme a un partner industriale, in un cantiere che dovrà tenere insieme commesse civili, produzione militare e rilancio di una capacità manifatturiera. Una scommessa sul fatto che, nella nuova geografia europea, la logistica non riguardi soltanto lo spostamento delle merci: può passare anche dalla disponibilità dei luoghi e delle competenze necessarie a costruire le navi.


