Veicoli - logistica - professione

HomeRubricheLunedì trailerTrailer, il 2025 frena la corsa: tengono gli stranieri, l’Italia resta sotto quota 6 mila

Trailer, il 2025 frena la corsa: tengono gli stranieri, l’Italia resta sotto quota 6 mila

Il mercato italiano dei semirimorchi chiude il 2025 in chiaroscuro: crescono le immatricolazioni complessive, ma i costruttori nazionali restano poco sopra le 6 mila unità. Gli stranieri consolidano il vantaggio. Centinati, ribaltabili e isotermici guidano la domanda, mentre sullo sfondo pesano incertezze geopolitiche, mercati europei deboli e nuove rotte globali

-

Il 2025, anno che ha segnato la fine di un conflitto ma non della più lunga guerra nel cuore dell’Europa, non porta buone notizie per i costruttori italiani di trailer. Le immatricolazioni nazionali si fermano infatti attorno alle 6 mila unità, mentre anche gli allestitori stranieri rallentano, pur restando su livelli più elevati, ma ben sotto quota 9 mila.

Nel complesso il mercato cresce, ma lo fa a due velocità, confermando una dinamica ormai strutturale: maggiore capacità di tenuta dei grandi gruppi esteri e difficoltà persistenti per il comparto tricolore.

Centinati leader, fotografia del trasporto nazionale

A guidare la classifica degli allestimenti sono ancora i centinati, con 3.726 immatricolazioni nel 2025, seguiti dai ribaltabili (1.974) e dagli isotermici (1.863). Completano la top five i portacontainer (1.397) e i furgoni per corrieri(1.333).
Più distanziati i mezzi speciali: cisterne (655), pianali (529), cassoni (516) ed eccezionali (408).

Una distribuzione che riflette fedelmente la struttura del trasporto nazionale: collettame, logistica per la GDO, e-commerce, prodotti farmaceutici, alimentari a temperatura controllata, cantieri e gestione dei rifiuti.

Tedeschi sempre davanti, Kögel sorpassa Schmitz

Tra i costruttori stranieri il 2025 segna un cambio al vertice: Kögel conquista la prima posizione con 1.968 immatricolazioni, superando Schmitz (1.716). Terzo posto per il Gruppo Menci, che consolida la propria presenza dopo anni di leadership.

Koegel mette a segno una crescita robusta (+39,1% sul 2024), confermando il forte radicamento nel mercato italiano. Schmitz, dopo il calo del 2023, torna a crescere (+1,6%), mentre Krone, stabile al quarto posto, registra uno dei balzi più significativi dell’anno (+47,7%).

Costruttori italiani: luci e ombre

Tra i marchi nazionali spicca Tecnokar, che sale al quinto posto con 1.105 unità (+14,7%). In flessione Viberti, che scende al sesto posto con 671 trailer (-11%), mentre Lecitrailer e Lamberet confermano un trend negativo.

Da segnalare l’ingresso di CCFC nella top ten e il forte rientro del turco Serin Treyler, che cresce del 70,7%. Bene anche Rolfo (+68,3%) e Officine De Angelis (+40,2%), segnali di vitalità in una fascia di mercato più specializzata.

Il 2026 e le incognite del contesto europeo

Il 2026 si apre sotto il segno dell’attesa. Transpotec Logitec a Milano sarà il primo banco di prova per capire se la ripresa potrà consolidarsi. Nel 2025 solo due mesi hanno superato le 1.400 immatricolazioni, a conferma di un mercato ancora instabile.

L’Europa resta appesantita da una Germania in difficoltà, da una Francia frenata dall’instabilità politica e da nuovi equilibri geopolitici che vedono la Polonia crescere di peso industriale. Le previsioni restano comunque moderatamente positive: tra il 2026 e il 2028 la domanda di semirimorchi potrebbe tornare sui livelli pre-crisi, sostenuta da tassi BCE più favorevoli e da un migliore accesso al credito.

Russia fuori, Cina dentro

Sul fronte internazionale, la Russia rappresenta una svolta strutturale. Le sanzioni hanno escluso l’industria europea del trailer da un mercato storico, rapidamente occupato dai costruttori cinesi. Una perdita pesante per l’export UE, difficilmente recuperabile nel breve periodo.

Nonostante tutto, il trasporto merci in Europa occidentale mostra segnali di rafforzamento. La domanda accumulata e l’allentamento delle condizioni finanziarie potrebbero sostenere nuovi investimenti. Resta l’incognita italiana: cogliere la ripresa o restare ancora una volta indietro.

-

close-link