Il freddo, per un trasportatore, ha un costo che non finisce alla pompa. C’è il gasolio consumato dall’unità frigorifera, ma ci sono anche il refrigerante, le emissioni prodotte durante l’utilizzo e, sempre più, il loro peso nella rendicontazione ambientale dell’impresa. È su tutti questi fronti che interviene Advancer S, la nuova unità di refrigerazione per semirimorchi presentata da Thermo King dopo l’anteprima all’IAA Transportation di Hannover. E la novità più interessante è proprio questa: ridurre l’impatto ambientale senza pagarlo con maggiori consumi o minori prestazioni.
Il primo taglio è nel refrigerante: oltre il 90% di GWP in meno
Il cambiamento più evidente riguarda il passaggio all’R-454A, refrigerante a basso GWP, cioè a ridotto potenziale di riscaldamento globale. Rispetto all’R-452A utilizzato tradizionalmente, Thermo King indica una riduzione del GWP superiore al 90%. Non è però una semplice sostituzione del fluido. L’impiego del nuovo refrigerante ha imposto una riprogettazione dell’architettura dell’unità per mantenere invariati controllo della temperatura, capacità frigorifera e rapidità di abbattimento termico.
È un dettaglio importante soprattutto per chi trasporta alimenti, farmaci e merci termosensibili: essere più sostenibili avrebbe poco senso se per raggiungere e mantenere la temperatura fosse necessario consumare più energia. Ed è proprio qui che Advancer S cerca di fare il salto: abbassare l’impatto del refrigerante continuando a lavorare con l’efficienza energetica della piattaforma Advancer.
Fino al 50% di gasolio in meno, quando il carico lo consente
Il vantaggio che finisce più direttamente sul conto economico arriva dalla funzione Advancer EcoMode. Il sistema permette all’unità di modulare il funzionamento sulla base della sensibilità del carico e del tipo di distribuzione, cercando il punto di equilibrio tra precisione della temperatura e consumo energetico. Secondo Thermo King, il risparmio di gasolio può arrivare fino al 50% rispetto al funzionamento in modalità continua.
Attenzione al confronto: non significa dimezzare sempre e comunque il consumo di un gruppo frigorifero. Il beneficio dipende dal tipo di trasporto, dalle temperature richieste e dal ciclo operativo. Ma significa poter evitare che l’unità lavori costantemente al massimo quando il carico e la missione consentono una gestione più efficiente. E in un’attività nella quale il gruppo frigorifero può funzionare per migliaia di ore l’anno, ogni litro non bruciato produce due risparmi: uno economico e uno ambientale.
Il punto più interessante? Il refrigerante non è la voce che pesa di più
A dirlo è la stessa analisi del ciclo di vita commissionata da Thermo King. Advancer S è accompagnato da una Life Cycle Assessment (LCA) certificata da un soggetto indipendente, che misura l’impronta carbonica dell’unità partendo dalle materie prime, passando per produzione e utilizzo, fino al riciclo a fine vita.
E il risultato aiuta a mettere a fuoco dove conviene intervenire. Secondo Thermo King, fino all’86% delle emissioni generate nel ciclo di vita di un’unità deriva dalla fase operativa, soprattutto dal consumo energetico e di carburante; il refrigerante pesa invece per una quota compresa fra il 10 e il 20%. In altre parole, cambiare refrigerante serve, ma consumare meno serve ancora di più.
«Per adattarci al refrigerante a basso GWP e mantenere le prestazioni, abbiamo completamente riprogettato l’architettura di Advancer», spiega Juan Urmeneta, responsabile Product Management di Thermo King EMEA. Proprio i risultati della LCA, aggiunge, dimostrano perché la transizione verso refrigeranti meno impattanti non possa avvenire sacrificando l’efficienza energetica.
Dal gasolio all’elettrico senza cambiare necessariamente tutto
C’è poi un’altra caratteristica che guarda al costo dell’investimento futuro: Advancer S è indipendente dalla fonte di alimentazione. Può quindi lavorare con configurazioni tradizionali, ibride o completamente elettriche ed essere abbinato a pacchi batterie modulari oppure alla tecnologia AxlePower, che recupera l’energia prodotta dal semirimorchio durante le frenate e le discese, la immagazzina in batteria e la utilizza per alimentare il gruppo frigorifero.
Il vantaggio è che l’elettrificazione del freddo non deve necessariamente procedere allo stesso ritmo di quella della motrice. Il semirimorchio può diventare progressivamente più autonomo dal punto di vista energetico e il gestore può scegliere la configurazione in funzione delle missioni e degli investimenti.
Anche la sicurezza cambia
L’impiego del nuovo refrigerante ha richiesto anche un rafforzamento dell’architettura di sicurezza. Advancer S integra infatti rilevamento automatico delle perdite e monitoraggio della concentrazione del refrigerante, con un sistema di gestione del rischio incorporato direttamente nell’unità.
A completare il quadro ci sono connettività e monitoraggio digitale: dati che possono essere utilizzati non soltanto per controllare temperatura e funzionamento, ma anche per gestire consumi, disponibilità del mezzo e prestazioni energetiche.
Il freddo entra nel TCO
È forse questa la vera novità raccontata da Advancer S. La refrigerazione non è più soltanto un accessorio che deve «fare freddo», ma un sistema energetico del veicolo che incide sul TCO tanto quanto sull’impronta ambientale della flotta.
Un refrigerante con oltre il 90% di GWP in meno riduce il rischio climatico legato alle eventuali dispersioni. EcoMode interviene invece sulla voce che pesa tutti i giorni, il carburante. LCA e connettività trasformano infine l’impatto ambientale in un dato misurabile, utilizzabile anche per rendicontare le emissioni Scope 3.
Così il conto tende a ricomporsi: meno refrigerante climalterante, meno gasolio, meno CO₂ e, potenzialmente, meno euro per produrre lo stesso freddo. Senza raffreddare, è il caso di dirlo, le prestazioni della catena del freddo.


