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Tesla Semi, il truck di Musk rimandato al 2022

L'azienda del magnate sudafricano spiega il ritardo nella produzione con la disponibilità limitata di batterie a celle 4680 e con il completamento ancora in corso degli impianti di Austin e Berlino-Brandeburgo

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Era il 2017 quando Elon Musk, il multiforme miliardario proprietario di Tesla, annunciò e mostrò al mondo Tesla Semi, il suo prototipo di camion elettrico al 100%, affermando che sarebbe stato pronto nel 2019. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata e molti avvenimenti imprevisti sono successi – come la pandemia – ma del Semi su strada oggi non ve n’è ancora nessuna traccia.

In questi giorni però, nel corso della presentazione degli utili del secondo trimestre, l’azienda americana ha ammesso quello che molti già sospettavano e cioè che il lancio del veicolo e la sua messa in produzione sono stati rimandati, dando come prossima scadenza il 2022. E questo nonostante i progressi ingegneristici nelle fabbriche di Austin (Texas) e di Berlino e la promessa del multimiliardario a gennaio scorso di cominciare le consegne entro l’anno. Il motivo principale è sempre quello, ovvero la disponibilità limitata di batterie di ultima generazione con celle 4680, a cui si sono aggiunte difficoltà di approvvigionamento dei materiali.
Il Semi sarebbe stato così scavalcato nelle priorità di produzione dal Modello Y. Ovviamente ciò non esclude che entro il 2021 il mezzo non venga testato direttamente da Tesla nelle proprie attività. Come non è detto che la Casa di Palo Alto non attivi la Gigafactory in Nevada, ormai pronta, per ospitare la realizzazione del camion, accelerando così il processo.

Musk ha anche precisato che si stanno facendo progressi sull’industrializzazione del Cybertruck, il pick-up attualmente a livello di prototipo, che è pianificata per la produzione ad Austin successiva al Modello Y. A domanda diretta il CEO non ha però risposto, confermando l’incertezza sui tempi di produzione anche di quest’ultimo veicolo.

«Abbiamo testato con successo le prestazioni e la durata delle nostre celle 4680 prodotte nello stabilimento di Kato in California – ha affermato la società – La qualità e la resa sono a livelli sostenibili e i crash test interni sulla parte strutturale sono andati bene. Il nostro obiettivo ora è migliorare il 10% dei processi di produzione. Comunque abbiamo ancora del lavoro da fare prima di poter raggiungere la produzione in serie».

Tra i primi modelli elettrici a batteria annunciati nella sua classe di peso, il Tesla Semi è alimentato da quattro motori elettrici presi in prestito dal Modello 3. Il camion promette un’accelerazione da 0 a 60 km in 5 secondi e un’autonomia di 800 km, poi aumentata a 1.000 km. Il Semi sarebbe inoltre in grado di ricaricarsi in soli 30 minuti con un’autonomia di 640 km, mediante un Megacharger. L’elegante cabina verticale, con coefficiente di resistenza aerodinamica di appena 0,36, presenta anche una posizione di seduta centrale per il conducente e nessun specchio esterno.

Le batterie 4680, grazie a celle di dimensioni maggiori e a una densità energetica di 300 Wh/kg, aumentano le prestazioni e il numero di chilometri percorribili. Il pacco batteria, inoltre, avrà una vera e propria funzione strutturale. Il Semi dovrebbe arrivare sul mercato in due versioni differenti: una da 480 km con batteria intorno ai 500 kWh e una da 800/1000 kmpiù misteriosa.

Il 100% elettrico è già stato preordinato da parecchie aziende, tra cui Walmart in 130 unità, UPS con 125 esemplari e Pepsico con altri 100 mezzi.

Redazione
La redazione di Uomini e Trasporti

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