64.000 litri di carburante sottratti al pagamento delle accise. È il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza che ha coinvolto i comandi provinciali di Udine e Verona e che ha portato al sequestro di due tank container ferroviari carichi di prodotto destinato, almeno sulla carta, al trasporto di olio lubrificante.
Gasolio camuffato da lubrificante: sequestro nel Triveneto
L’intervento è scattato nell’ambito delle attività di controllo lungo le principali direttrici ferroviarie utilizzate per il trasporto di merci. I vagoni ispezionati, provenienti dall’Europa orientale e diretti verso il Sud Italia, erano accompagnati da documentazione che indicava genericamente il trasporto di lubrificante destinato a un cliente bulgaro, con consegna però prevista nella penisola.
Un dettaglio che ha insospettito i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Udine, intervenuti insieme ai colleghi veronesi. Gli accertamenti sul contenuto dei container hanno confermato i dubbi: il prodotto aveva infatti le caratteristiche del gasolio per autotrazione, noto anche come «designer fuel», spesso utilizzato nei circuiti illegali per aggirare il pagamento delle imposte.
Il carburante – circa 64 mila litri – è stato quindi sequestrato. Le indagini stanno proseguendo per ricostruire la filiera e individuare il destinatario finale del carico.
A Catania smantellato un sistema di rifornimenti illegali
Un’altra indagine ha invece interessato la Sicilia. La Guardia di Finanza di Catania ha eseguito misure cautelari nei confronti di cinque persone e disposto sequestri patrimoniali per oltre 235.000 euro nell’ambito di una frode legata all’evasione delle accise sui carburanti.
Al centro dell’inchiesta un imprenditore attivo nel settore del trasporto su gomma e della logistica, accusato di aver organizzato – insieme ad altri soggetti – un sistema di approvvigionamento di gasolio in totale evasione di IVA e accise.
Secondo gli investigatori, il carburante veniva acquistato da raffinerie dell’Est Europa e trasportato in Italia su gomma e su rotaia utilizzando documenti falsi che lo indicavano come «liquido bio anticorrosivo», prodotto esente da imposte. Nel complesso, le Fiamme gialle stimano che circa 400 mila litri di carburante siano stati utilizzati attraverso questo sistema.
L’uso improprio del gasolio agricolo
L’indagine ha inoltre fatto emergere un secondo meccanismo fraudolento. L’imprenditore avrebbe acquistato gasolio agricolo – che beneficia di un’aliquota fiscale ridotta – da un deposito situato in provincia di Enna per poi utilizzarlo nei mezzi della propria azienda di trasporto.
Per coprire l’operazione, le vendite venivano formalmente fatturate a una cooperativa agricola, creando così una parvenza di regolarità. In realtà il carburante veniva destinato ai camion dell’azienda, con un risparmio fiscale significativo rispetto al gasolio per autotrazione.
Nel corso delle operazioni i finanzieri hanno sequestrato, tra l’altro, circa 143 mila litri di prodotti energetici, un deposito abusivo di carburante, mezzi di trasporto e attrezzature utilizzate per lo stoccaggio e la distribuzione.
Controlli rafforzati sul mercato dei carburanti
Le due operazioni si inseriscono in una fase di rafforzamento dei controlli nel settore dei carburanti, intensificati dalla Guardia di Finanza per contrastare frodi e traffici illeciti che alterano la concorrenza e danneggiano le entrate dello Stato (ne abbiamo parlato qui).
Un’attenzione particolare che arriva in un momento delicato per il mercato del gasolio. Le tensioni internazionali in Medio Oriente stanno infatti alimentando timori di possibili speculazioni sul prezzo dei carburanti, spingendo le autorità a mantenere alta la vigilanza lungo tutta la filiera di approvvigionamento.


