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Unire i continenti per crescere: la nuova geografia dei truck secondo Tata e Iveco

Unire i continenti per crescere: la nuova geografia dei truck secondo Tata e IvecoL’integrazione tra Tata Motors e Iveco crea un costruttore globale capace di affrontare cicli economici diversi e mercati complementari. Obiettivo dichiarato: rafforzare la scala industriale e puntare al terzo posto mondiale nei veicoli commerciali

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Nel settore dei veicoli commerciali la dimensione non è più un’opzione, ma una condizione di sopravvivenza. È da questa consapevolezza che nasce l’operazione con cui Tata Motors ha deciso di acquisire il controllo della divisione veicoli commerciali di Iveco, ponendo fine all’ultima grande indipendenza industriale europea nel comparto dei truck.

Per Girish Wagh, executive director e responsabile globale dei veicoli commerciali del gruppo indiano, il punto di partenza è chiaro: l’industria dei camion e degli autobus è ormai strutturalmente globale.

«Nei veicoli commerciali dobbiamo avere un’ambizione globale», spiega Wagh, ricordando come il mercato mondiale sia oggi dominato da pochi grandi gruppi. Daimler Truck, Volvo Group e Paccar hanno costruito la propria leadership attraverso una lunga stagione di acquisizioni.

In questo contesto, restare isolati non è più sostenibile. Il consolidamento, secondo Tata Motors, non è una possibilità futura ma un processo già in atto, che impone decisioni rapide. «A livello globale il consolidamento sta già avvenendo. La scelta era se aspettare che qualcuno venisse a consolidarti oppure muoverti per primo», osserva Wagh.

L’ultimo indipendente europeo

Dopo l’ingresso di Renault Trucks nel perimetro di Volvo, Iveco era rimasta l’unica grande realtà europea del settore a non far parte di un gruppo multinazionale. Una posizione sempre più difficile da difendere in un mercato che richiede investimenti crescenti, volumi elevati e una presenza geografica estesa. Per Tata Motors, Iveco non è stata una scelta occasionale, ma un’opzione industriale valutata nel tempo.

«Iveco è sempre stata una possibilità», spiega Wagh, sottolineando il percorso di risanamento completato dall’azienda negli ultimi anni, da quando in particolare è divenuta autonoma e si è quotata in borsa. «Negli ultimi quattro o cinque anni ha attraversato una vera svolta finanziaria. Per noi aveva senso entrare».

Verso il podio mondiale

L’operazione consente a Tata Motors di compiere un salto dimensionale immediato nel segmento dei veicoli sopra le sei tonnellate, il cuore del mercato globale dei truck.

«Una volta completata l’acquisizione, saremo il quarto costruttore mondiale per volumi», afferma Wagh. Un posizionamento che colloca il nuovo gruppo appena davanti a Traton e a distanza ravvicinata dal terzo posto. «Il numero tre è a circa 10.000 unità».

La fusione non risponde però soltanto a una logica di classifica. Uno degli elementi chiave è la complementarità geografica tra le due aziende, che riduce l’esposizione ai cicli economici regionali. Iveco porta in dote una presenza storica in Europa e in America Latina, mentre Tata Motors ha il proprio baricentro in India e negli altri mercati emergenti.

«Come gruppo integrato saremo gli unici ad avere una presenza diretta in India, nei mercati emergenti, in Medio Oriente, Africa e America Latina», sottolinea Wagh.

Secondo il manager indiano, questa distribuzione geografica rappresenta un vantaggio strutturale: i cicli della domanda in Europa e in India tendono infatti a non sovrapporsi, offrendo una sorta di compensazione naturale nei momenti di rallentamento.

America Latina, un potenziale valorizzare

Tra gli asset di Iveco che Tata Motors intende sviluppare ulteriormente c’è l’America Latina, considerata un’area in cui il marchio italiano dispone di competenze industriali e commerciali ancora non pienamente valorizzate. L’integrazione con la piattaforma globale di Tata dovrebbe consentire di accelerare la crescita e migliorare la redditività in questi mercati.

Tempistiche e iter regolatorio

L’acquisizione del controllo totale della divisione veicoli commerciali di Iveco è stata annunciata il 30 luglio 2025, per un valore di circa 3,8 miliardi di euro per la sola parte civile (la divisione Defence è infatti passata a Leonardo per 1,7 miliardi). Tata Motors è attualmente impegnata nell’iter autorizzativo e prevede il completamento dell’operazione tra aprile e maggio.

Se il percorso regolatorio andrà a buon fine, nascerà un nuovo protagonista globale dei veicoli industriali: un gruppo costruito sulla complementarità geografica e con un obiettivo dichiarato di crescita, in un settore dove restare fermi non è più un’opzione.

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