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Improta fa le pulci a Uirnet: «se non funziona si stacca la spina»

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«L’impegno del ministero deve tradursi in servizi che giustificano il costo della macchina pubblica e che si traducano in cose concrete». Il sottosegretario Guido Improta, nel corso di una tavola rotonda organizzata sabato 23 giugno ad Alberobello dal Gruppo Federtrasporti, parla di se stesso come di un politico a scadenza («come una mozzarella», aggiunge scherzando), ma sembra voler imprimere all’azione che gli compete un metodo nuovo di gestione del servizio pubblico. 
Cosa voglia dire tutto ciò lo si coglie tramite un esempio concreto. «Tra le cose che ho trovato nel momento del mio insediamento – ha chiarito Improta – c’era anche la piattaforma telematica Uirnet: ha comportato un sacco di milioni di investimento e quindi ho preteso di verificarne la funzionalità e l’utilità ponendo due precise scadenze temporali».
La prima scadenza è vicinissima: «entro il 30 giugno verrà effettuato il collaudo rispetto a cinque macroservizi promessi da Uirnet; se non dovesse essere superato si stacca subito la spina, evitando così di continuare a spendere soldi ed eventualmente promuovendo le azioni di responsabilità su chi ha incassato risorse senza garantire il risultato».
La seconda scadenza invece è fissata per il 31 dicembre. «Entro questa data – ha spiegato il sottosegretario – se il collaudo ha sortito esiti positivi, si andrà a sperimentare la piattaforma sul campo, tramite 5-10.000 trasportatori (che potranno iscriversi sul sito www.uirnet.it o rivolgendosi a un contact server) dai quali farci dire se il sistema è utile o meno. E anche in questo caso se la risposta dei trasportatori dovesse essere negativa andremo a staccare la spina».
Ma non è ancora finita. Perché Improta considera pure l’ipotesi in cui tutto funzioni in maniera utile e funzionale e anche in questo caso non giustifica una gestione da parte dello Stato: «se il servizio di Uirnet funziona la cosa migliore sarà di metterlo a gara».

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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