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Caro carburante, arriva il decreto: primo sollievo per le imprese di trasporto

Il Decreto Carburanti 2026 approvato in serata dal governo introduce credito d’imposta al 28% sul gasolio, taglio temporaneo delle accise e controlli anti-speculazione, sostenendo le imprese di autotrasporto ma senza affrontare riforme strutturali sul costo energetico

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Il Consiglio dei Ministri del 18 marzo 2026 ha approvato il nuovo Decreto Carburanti, un pacchetto urgente per contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti, causato dalle tensioni internazionali. La misura era attesissima dalle imprese di autotrasporto, messe sotto pressione dai costi energetici in continuo rialzo.

Credito d’imposta: un aiuto concreto per respirare

Il cuore del decreto è il credito d’imposta sul gasolio, pensato per dare respiro immediato alle imprese. In pratica, le aziende possono recuperare il 28% della spesa sostenuta per il carburante nel trimestre, al netto dell’IVA, attraverso compensazioni fiscali con il modello F24. È una boccata d’ossigeno per chi affronta costi elevati, anche se resta limitata ai veicoli Euro 5 o superiori, favorendo le flotte più moderne ma lasciando fuori alcune piccole aziende. Questa misura dovrebbe valere 608.549.423 euro.

Taglio delle accise: sollievo immediato alla pompa

Per dare un effetto tangibile e rapido, il Governo ha deciso di ridurre temporaneamente le accise di 25 centesimi al litro sia sul gasolio che sulla benzina, per un periodo di 20 giorni. L’obiettivo è riportare il diesel sotto i 2 euro al litro, riducendo subito il peso dei costi sui trasporti e, indirettamente, sui prezzi dei beni al consumo. Il taglio di 25 centesimi di euro sulle accise si porta dietro anche un ridimensionamento dell’IVA corrispondente, in quanto la stessa imposta grava sulle accise. Di fatto quindi la misura dovrebbe comportare alla pompa una riduzione di 0,305 euro al litro. In pratica per un rifornimento di 500 litri si spenderanno 152 euro in meno rispetto ai prezzi di oggi.

Con questi interventi, secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, «gli italiani pagheranno i carburanti di meno rispetto a tedeschi, francesi e spagnoli».
In ogni caso si tratta di un intervento emergenziale, senza garanzie di prolungamento o automatismi futuri.

Mr. Prezzi entra in azione: stop alle speculazioni

Il decreto prevede un rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera dei carburanti. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, noto come “Mr. Prezzi”, collaborerà con la Guardia di Finanza per individuare aumenti ingiustificati. Il decreto introduce, per un periodo di tre mesi, l’obbligo di comunicare giornalmente i prezzi di vendita consigliati ai clienti finali, di renderli pubblici e quindi di trasmetterli a Mr Prezzi. Contro chi non fornisse queste comunicazioni scatterebbe una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero. In questo modo le segnalazioni potranno essere trasmesse in fretta anche all’Autorità Giudiziaria per verificare eventuali manovre speculative. L’obiettivo è rendere il mercato più trasparente e proteggere le imprese da rincari ingiustificati.

In questo modo – ha spiegato la presidente del consiglio Giorgia Meloni al TG1 – «combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo immediatamente il prezzo».

Cancellata la social card

Il taglio delle accise di fatto sostituisce l’ipotesi di un rafforzamento della Social Card e in concreto ne cambia l’approccio. La decurtazione delle accise, infatti, avviene in chiave universale e viene adottato direttamente alla pompa e quindi non va a beneficio di fasce in difficoltà della popolazione o comunque dotate di un ISEE contenuto.

Cosa cambia per le imprese: luci e ombre

Le associazioni di categoria avevano chiesto interventi concreti per alleggerire i costi del carburante e tutelare le aziende. Il decreto soddisfa alcune di queste richieste. come per esempio il credito d’imposta, il taglio delle accise e i controlli sulle speculazioni. Restano fuori, invece, misure strutturali fondamentali, come una riduzione stabile delle accise, l’indicizzazione automatica dei corrispettivi di trasporto e l’estensione dei benefici anche ai mezzi più vecchi.

Breve respiro, ma serve una strategia duratura

Nel breve periodo, le misure garantiscono un sollievo concreto. Tuttavia, la durata limitata del taglio accise e l’assenza di interventi strutturali confermano che il decreto ha carattere emergenziale. Per le imprese di autotrasporto sarà fondamentale attivarsi subito per accedere ai benefici e monitorare eventuali sviluppi, in un contesto ancora incerto sul fronte dei costi energetici.

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