Ricorderete che Adblue e LNG lo scorso anno hanno raggiunto livelli di prezzo tali da giustificare un intervento dello Stato, finalizzato a concedere un sostegno finanziario sotto forma di credito di imposta. Qualcosa di analogo a quanto previsto sul gasolio e con buone probabilità, visto l’andamento crescente dei prezzi alla pompa, potrebbe essere riproposto. Ora però sulla Gazzetta Ufficiale del 9 settembre è comparso un decreto interministeriale (datato 26 luglio 2023) che modifica il decreto del 30 settembre 2022, con cui appunto erano stati concessi i crediti di imposta relativi all’Adblue.
La modifica riguarda in particolare lo sfondamento del tetto massimo di contributi destinato a ogni singola impresa. Perché inizialmente all’articolo 3 del ricordato decreto del 30 settembre era stato previsto che le agevolazioni relative all’Abdlue e all’LNG rientrava all’interno dell’ammontare complessivo massimo di credito di imposta fissato in 500 mila euro a livello comunitario da specifica comunicazione della Commissione (per la precisione la C 1890 del 23 marzo 2022, emendata poi dalla comunicazione C/2022/5342)
Adesso però la Commissione è tornata sui suoi passi e quel limite massimo di 500 mila lo ha innalzato a 2 milioni di euro. A prescindere dal settore in cui opera l’impresa beneficiaria (fanno eccezione soltanto pesca e agricoltura, che rimangono estranee alla disposizione, ma non l’autotrasporto).
L’aiuto può essere concesso in qualsiasi modalità. Quindi può prendere la forma dell’agevolazione fiscale, della sovvenzione diretta, della garanzia, del prestito. L’unico vincolo è di natura temporale, nel senso che comunque va concesso entro e non il 31 dicembre 2023. Di conseguenza se un’impresa aveva beneficiato del credito di imposta sul gasolio (che ammontava a un 28%) nel primo trimestre del 2022, può tranquillamente percepire anche quello sull’Adblue (che ammonta a un 15%) se non supera i due milioni di euro e sempre che sia percepisca entro la fine dell’anno.