Prima della fama ci sono il lavoro, la fatica e una lunga strada fatta di sacrifici. Per quattro futuri protagonisti della musica e del cinema, quella strada passa anche dai camion. Come quella di Marracash, il cui padre, dopo aver perso il lavoro, compra un camion per provare a ricominciare, ma se lo vede rubare insieme ai risparmi messi da parte.
O come quella di Brad Pitt, che cresce accanto a un padre che ha costruito da zero un’azienda di trasporti e, prima di partire per Hollywood, lavora anche lui tra magazzini, banchine e consegne. O ancora quella di Elvis Presley, che guida un camion per una ditta di materiale elettrico, con la chitarra sempre al seguito e il sogno di diventare musicista. E poi c’è Sean Connery, cresciuto in una famiglia povera di Edimburgo, che fa il camionista come suo padre prima di «diventare» James Bond.
Quattro storie molto diverse, nelle quali il mondo del trasporto non è soltanto uno sfondo: è parte della vita dei padri, dei figli e, in qualche caso, del percorso che li porterà a diventare delle star.
Parliamo di questo nel nuovo episodio di «Mio padre, un camionista», la serie podcast di K44 che racconta le storie dei figli e delle figlie dei camionisti. L’episodio è reso possibile grazie a Iveco.
Puoi ascoltare il podcast su tutte le principali piattaforme di audio streaming


