Il Transpotec di Verona è stato una sorta di straordinario per il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi. Così, prima ancora di partecipare, la mattina di sabato 23 febbraio, al tavolo di confronto con le associazioni dell’autotrasporto e al convegno organizzato per l’Albo, ha avuto modo nel pomeriggio di venerdì 22 febbraio di sedersi a uno dei tavoli dei tanti seminari messi a punto da Alis all’interno della stessa fiera. Più precisamente, prendendo la parola a quello dedicato allo sviluppo del trasporto intermodale – tema ovviamente caro al “padrone di casa”, Guido Grimaldi – Rixi ha espresso la sua visione di un’Italia strutturabile sulla base di «due lunghissime autostrade naturaliche sono il Mar Tirreno e il Mare Adriatico». Proprio per questo – ha aggiunto – «dobbiamo investire su questo per non massacrare il nostro territorio. E non è solo un problema di sostenibilità. I porti del Mediterraneo possono competere con quelli del Nord Europa e ci dobbiamo attrezzare per migliorarne le infrastrutture». Rixi ha perorato la necessità strategica di «investire su porti e banchine guardando però a quello che sarà l’armamento nel futuro per non realizzare opere che quando saranno pronte rischiano di essere vecchie. Stiamo portando le infrastrutture ferroviarie negli scali marittimi e creare aree retro portuali collegate da navette di collegamento per decongestionare città portuali».
Il ritorno di questi investimenti dovrebbero arrivare direttamente dalle entrate fiscali: «Attualmente – ha quantificato Rixi – incassiamo tra i 9 e i 12 miliardi dagli sdoganamenti. Se saremo bravi potremo portare queste entrate a 25 miliardi con effetti benefici per tutti». E se questa è la posta in gioco e il possibile introito per lo Stato, tanto varrebbe estendere l’investimento anche su un piano più prettamente politico. In che senso? «Mi piacerebbe tantissimo vagliare nel governo l’ipotesi di istituire il ministero del Mare», ha chiarito il viceministro.
Rixi: «Incrementare le connessioni portuali per raddoppiare gli introiti sugli sdoganementi»
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