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Due autisti vittime della nebbia sulla A13

Purtroppo la nebbia uccide ancora. Soprattutto se si somma al fondo scivoloso e alla distrazione. Stavolta a rimetterci la vita sono stati Gaetano Graziano e Angelo Molina, rispettivamente di 53 e di 43 anni. Ma la tecnologia non può evitare tutto questo?

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Purtroppo, la nebbia uccide ancora. Ieri, lungo la A13 Bologna-Padova, un’arteria spesso interessata da formazioni nebbiose, si sono verificati una serie di incidenti, che hanno coinvolto 13 veicoli in cui hanno perso la vita due persone e ne sono rimaste ferite – in alcuni casi anche in modo grave – altre 11. Il primo incidente, quello forse più grave ha coinvolto tre veicoli pesanti. L’impatto più violento, avvenuto poco prima delle 11, è stato quello provocato da una bisarca, caricata con un solo furgone, che è andata a cozzare contro una cisterna piena di cemento. Nel violento urto la cabina del camion si è accartocciata e le lamiere contorte hanno finito con il togliere la vita a un autotrasportatore del casertano, Gaetano Graziano, di 53 anni.

La seconda vittima, frutto di un altro incidente verificatosi qualche minuto a seguire, era un altro autista al servizio del trasporto, anche se era alla guida di un furgone carico di medicinali che ha tamponato un camion: si chiamava Angelo Morina, aveva 43 anni ed era residente a Minerbio, in provincia di Bologna, seppure originario di Cosenza.

Da lì in poi lo stesso tratto stradale è stato interessato da altri tamponamenti, anche perché la visibilità andava sempre più rarefacendosi (comunque, decisamente inferiore ai 100 metri) e il fondo stradale diveniva sempre più viscido e scivoloso. Gli 11 feriti sono il frutto di questa seconda serie di incidenti che ha indotto il gestore ha chiudere l’autostrada da Bologna fino a Villamarzana (in provincia di Rovigo), vale a dire per una sessantina di chilometri. Tra questa seconda serie di tamponamenti quello più grave è sicuramente quello che, poco prima della 14, ha coinvolto tre camion, due autocisterne e un trattore agganciato a un semirimorchio frigo. Per fortuna, in questo caso, seppure gli autisti coinvolti abbiano riportato contusioni e ferite, le merci pericolose contenute nelle cisterne coinvolte non si sono riversate sul manto stradale

Ovviamente, oltre al rammarico per le vite interrotte, rimane l’interrogativo su quanto la tecnologia possa fornire un supporto concreto in casi di questo tipo. Perché è vero che la nebbia contiene drasticamente la visibilità, è vero che il fondo stradale scivoloso riduce gli spazi di frenata, è vero pure che i riflessi non sempre sono pronti come dovrebbero, ma un sistema elettronico che mantiene il veicolo a una distanza impostata potrebbe fornire sicuramente una mano a gestire meglio la situazione.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti