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«Non riscuotete gli indennizzi per le attese?». FIAP invita a cederli all’associazione

FIAP lancia un’iniziativa per recuperare gli indennizzi per attese al carico/scarico, consentendo la cessione dei crediti. A giustificarla è anche un sondaggio tra oltre 400 imprese che mostra scarsa applicazione della norma e timori di penalizzazione tra i vettori

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La Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali (FIAP) ha avviato un’iniziativa – che diventerà attiva nelle prossime settimane -mirata a garantire il recupero degli indennizzi dovuti alle imprese di autotrasporto per le attese al carico e scarico. L’associazione consente alle aziende di cedere i propri crediti, che saranno poi riscossi direttamente dalla FIAP, destinando parte degli importi incassati a iniziative di supporto al settore. La misura si basa sull’articolo 1.260 del codice civile, che permette il trasferimento di un credito anche senza il consenso del debitore se non di natura personale.

Nella stessa occasione, FIAP ha presentato i risultati preliminari di un sondaggio (ancora aperto) a cui hanno partecipato oltre 400 aziende, per capire conoscenza e applicazione della normativa sui tempi di attesa. Il campione comprende imprese di varie dimensioni, per il 50% con 1–20 mezzi, operanti in settori industriali, manifatturieri e logistica, inclusa la grande distribuzione.

Dati chiave del sondaggio

  • Importo minimo dell’indennizzo: solo il 40% conosce l’indennizzo spettante laddove si superi la franchigia per una frazione di ora oltre la franchigia (vale a dire, la possibilità di ottenere 200 euro anche per un superamento della franchigia di 65 minuti, cioè di un’ora e 5 minuti).
  • Conoscenza della norma: 70-80% delle imprese dichiara di conoscerla “molto bene” o “abbastanza”.
  • Quando scatta l’indennizzo: solo l’80% delle imprese ha risposto correttamente che scatta dopo 90 minuti.
  • Frequenza delle attese oltre franchigia: le risposte variano da poche attese al mese a quasi tutti i giorni.
  • Richiesta dell’indennizzo negli ultimi 6 mesi: circa il 50% delle aziende non lo ha mai richiesto o lo ha fatto solo qualche volta.
  • Inserimento in fattura: il 40% delle imprese lo inserisce regolarmente, mentre la maggioranza (60%) non lo fa mai.
  • Motivi per cui non si richiede l’indennizzo:
    • Timore di compromettere il rapporto commerciale: 50%
    • Cliente non riconosce l’indennizzo: 50%
  • Rifiuto dei clienti perché altri vettori non applicano la norma: 40% spesso, 32% qualche volta.
  • Percezione dell’impatto dell’applicazione della norma: solo il 17% ritiene di essere avvantaggiata; la maggioranza si sente penalizzata.
  • Disponibilità ad applicarla se tutti lo facessero: 85% sì, 15% probabilmente sì o no.
  • Principale ostacolo nella gestione delle attese: disorganizzazione della committenza, complessità normativa, mancanza di tracciabilità, concorrenza tra vettori, assenza di controlli esterni.
  • Preparazione del settore: circa il 60% ritiene che le imprese non siano adeguatamente organizzate per applicare la norma.
  • FIAP sottolinea che una corretta applicazione della norma è fondamentale per evitare concorrenza sleale e garantire equità tra i vettori. L’associazione punta su formazione, strumenti digitali di tracciabilità, modelli contrattuali standardizzati e controlli puntuali da parte di enti terzi per rendere l’indennizzo un elemento concreto e diffuso nel settore.

FIAP ribadisce l’importanza di una corretta applicazione della normativa per evitare concorrenza sleale, garantire equità tra i vettori e incrementare la sicurezza di chi lavora. E a tale scopo punta su formazione, strumenti digitali di tracciabilità, modelli contrattuali standardizzati e controlli puntuali da parte di enti terzi per rendere l’indennizzo un elemento concreto e diffuso nel settore.

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