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Scania PHEV, l’ibrido elettrico plug-in approda in Italia

Destinato alla distribuzione urbana, può funzionare per 10 km in modalità elettrica ed essere alimentato anche con HVO (olio vegetale idrotrattato)

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Dopo averlo esibito per la prima volta allo IAA di Hannover, Scania ha portato in Italia a Ecomondo il suo veicolo medio-pesante con trazione ibrida diesel-elettrica e con le batterie del motore elettrico caricabili anche in modalità plug-in, cioè dalla rete (PHEV). Verrà utilizzato prevalentemente per applicazioni in ambito urbano – specie nelle operazioni notturne o su strade non trafficate – nella distribuzione e nell’industria delle costruzioni.

Il motore è il diesel Scania da 9 litri, 5 cilindri in linea, che può funzionare a HVO (olio vegetale idrotrattato) o diesel e che lavora in parallelo ad un propulsore elettrico in grado di erogare una potenza di 130 kW (177 CV) ed una coppia di 1.050 Nm. La batteria ricaricabile agli ioni di litio è dimensionata per una potenza di 7,4 kWh, per assicurarne la massima durata, ed utilizza principalmente la frenata rigenerativa per ricaricarsi, sfruttando l’energia cinetica. Con l’opzione plug-in il veicolo potrà sempre iniziare il proprio lavoro completamente carico. A questo punto sarà sufficiente una ricarica complementare, ad esempio durante il turno di un autista mentre il veicolo è parcheggiato per le operazioni di carico e scarico oppure durante il riposo. La ricarica di 22 kW richiede circa 20 minuti, con una normale fonte di alimentazione. Evitando di scaricarla a fondo o di ricaricarla in misura eccessiva, la batteria può durare almeno 4-7 anni, a seconda delle condizioni di utilizzo.

I veicoli possono funzionare anche in modalità completamente elettrica, senza alcun supporto da parte del motore a combustione, grazie ai sistemi servoassistiti per lo sterzo e l’aria dei freni. In questa configurazione l’autonomia è di circa 10 km a zero emissioni di scarico, anche se l’autonomia è influenzabile – in più o in meno – dalle condizioni di guida, dal numero di fermate e ripartenze, dalla morfologia del terreno e dalla temperatura esterna.

L’ibrido è dotato anche di un rallentatore elettrico, con la tipica leva Scania sul piantone dello sterzo e 5 posizioni: le 1-3 corrispondono alla frenata solo con il motore elettrico, la 4 alla frenata massima con il motore elettrico ed il freno del motore ICE e la 5 al passaggio ad una marcia inferiore per sfruttare al massimo il freno motore.

Utilizzando l’HVO è possibile ridurre le emissioni di CO2 fino al 92%. Molto ridotti anche i livelli di rumore, di gran lunga inferiori ai 72 dB(A) previsti dagli standard di rumorosità Piek.

Questo ibrido elettrico plug-in ed il suo omologo veicolo ibrido elettrico (HEV) possono essere equipaggiati anche con Scania Zone, il nuovo servizio per le aziende di trasporto e i loro conducenti per rispettare le normative imposte localmente. Le funzionalità di Scania Zone possono, ad esempio, essere usate come limite di velocità e modalità elettrica automatica, associandola a regole come restrizioni in termini di emissioni e limitazioni dei livelli zonali di rumore. Una volta uscito dall’area limitata, il veicolo ritornerà a funzionare normalmente.

“Ogni anno investiamo il 7% del fatturato in ricerca e sviluppo – ha ricordato Franco Fenoglio, AD di Italscania – per produrre truck sempre più ecologici, capaci di utilizzare numerose fonti energetiche alternative. Ma per gestire la svolta verso una mobilità sostenibile ci vuole anche l’impegno della politica, che favorisca il ricambio di un parco circolante dei veicoli pesanti assolutamente vecchio, inquinante e poco sicuro; delle società che devono fornire reti di rifornimento; dei committenti, delle imprese dell’autotrasporto, degli autisti e delle scuole”.

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