La Legge di Bilancio 2026 riscrive ancora una volta le regole per andare in pensione. Poche sorprese, molte conferme e qualche brutta notizia. Per chi guida camion ogni giorno capire cosa cambia è una necessità concreta. Ecco una guida su cosa prevede la manovra, da quando scattano le novità e quali riguardano più da vicino gli autisti.
Età pensionabile: si lavora più a lungo
Il Governo conferma l’aumento automatico dell’età pensionabile legato alla speranza di vita. Una notizia che per chi guida un camion significa più chilometri prima di poter parcheggiare definitivamente.
- Dal 1° gennaio 2027: + 1 mese
- Dal 1° gennaio 2028: + altri 2 mesi
In pratica:
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Pensione di vecchiaia:
- 67 anni e 1 mese dal 2027
- 67 anni e 3 mesi dal 2028 (con almeno 20 anni di contributi)
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Pensione anticipata ordinaria:
- 42 anni e 11 mesi di contributi dal 2027
- 43 anni e 1 mese dal 2028
- Per le donne resta lo sconto di un anno
- Confermata la finestra di attesa di 3 mesi
ESEMPIO DA CABINA
Marco, autista nazionale, ha iniziato a lavorare a 22 anni.
- Senza lavori gravosi, con le nuove regole potrà andare in pensione non prima dei 65-66 anni, contributi permettendo.
- Rispetto a chi è andato in pensione qualche anno fa, lavorerà almeno 3-4 mesi in più.
Tradotto: l’uscita dal lavoro si allontana ancora, anche per chi ha iniziato presto.
Autisti e lavori gravosi: conferme importanti
Qui arriva una delle poche vere buone notizie per il mondo dell’autotrasporto.
La Legge di Bilancio 2026 conferma l’esenzione dagli aumenti dei requisiti pensionistici per chi svolge mansioni gravose.
Questo significa che gli autisti professionali che rientrano nelle categorie previste:
- non subiscono l’aumento dell’età pensionabile,
- possono andare in pensione con le regole precedenti.
Chi rientra nell’esenzione
L’agevolazione vale se:
- l’attività gravosa è stata svolta:
- per almeno 7 anni negli ultimi 10, oppure
- per 6 anni negli ultimi 7;
- ci sono almeno 30 anni di contributi;
- non si percepisce l’Ape Sociale al momento della pensione.
ESEMPIO DA CABINA
Giuseppe, 58 anni, autista bilico, tratte nazionali e internazionali.
- Ha lavorato continuativamente negli ultimi 8 anni come autista dipendente
- Ha già 31 anni di contributi
Rientra nei lavori gravosi: non subisce l’aumento di età e può puntare alla pensione con le vecchie regole.
Per molti autisti a lunga percorrenza questa resta la principale via d’uscita anticipata.
Lavori usuranti e lavoro notturno: stop agli aumenti fino al 2028
Confermata anche l’esenzione fino al 31 dicembre 2028 per:
- lavori usuranti
- lavoro notturno
Restano valide le cosiddette “quote”:
- almeno 61 anni e 7 mesi di età
- 35 anni di contributi
- quota complessiva 97,6
Stop definitivo a Opzione Donna e Pensione Anticipata Flessibile
Nessun ripensamento: Opzione Donna e la Pensione Anticipata Flessibile sono definitivamente archiviate.
Chi aveva già maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 potrà comunque usarle in futuro. Tutti gli altri restano esclusi.
Ape Sociale prorogata (ma senza novità)
L’Ape Sociale viene prorogata per tutto il 2026 alle stesse condizioni:
- 63 anni e 5 mesi di età
- 30 o 36 anni di contributi
- nessuna cumulabilità con redditi da lavoro
ESEMPIO DA CABINA
Salvatore, autista notturnista, 63 anni appena compiuti:
- 36 anni di contributi
- non lavora più
➡️ Può usare l’Ape Sociale come ponte fino alla pensione di vecchiaia, ma non può fare lavoretti o trasporti occasionali.
Per molti autisti resta un’opzione-ponte, ma con limiti ben noti.
Bonus Giorgetti: soldi in busta paga se rinvii la pensione
Confermata anche la proroga del cosiddetto Bonus Giorgetti.
Chi matura i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026 può scegliere di:
- restare al lavoro
- ricevere in busta paga, esentasse, la propria quota di contributi Inps (circa il 9,19% dello stipendio)
ESEMPIO DA CABINA
Antonio, autista GDO:
- stipendio netto mensile: circa 1.800 euro
Con il bonus, porta a casa circa 150–170 euro in più al mese, ma rimanda la pensione.
È una scelta da valutare bene: più soldi subito, ma pensione più avanti.
Previdenza integrativa: cambia il silenzio-assenso
Dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica ai fondi pensione per:
- lavoratori del settore privato
- alla prima assunzione
Se non si fa nulla entro 60 giorni:
- il Tfr va automaticamente al fondo pensione
Resta la possibilità di rinunciare o scegliere un fondo diverso, ma bisogna muoversi per tempo.
Tfr: sempre meno in azienda
La manovra accelera l’uscita del Tfr dalle aziende medio-grandi.
Le soglie scendono gradualmente:
- dal 2026: obbligo anche sopra i 60 dipendenti
- dal 2028: sopra i 50
- dal 2032: sopra i 40
Per molti autisti significa meno liquidazione diretta e più previdenza gestita dall’Inps o dai fondi.
Naspi anticipata: più penalizzazioni per chi vuole mettersi in proprio
Chi chiede la Naspi anticipata per avviare un’attività autonoma (per esempio mettersi in proprio con un camion):
COSA CONTROLLARE IN BUSTA PAGA
Per gli autisti, tenere d’occhio la busta paga è fondamentale per capire se i contributi sono conteggiati correttamente. Controlla:
- Contributi versati all’Inps: ogni mese devono corrispondere al 9,19% della retribuzione.
- Ore di straordinario e notturno: rilevanti se rientri nei lavori gravosi.
- Tfr accantonato: verifica se finisce nel Fondo Tesoreria o nella previdenza integrativa.
- Eventuali bonus o indennità: devono essere chiaramente indicati.
- Mancanze o sospensioni: influiscono sui conteggi contributivi.
Consiglio: confronta sempre la busta paga con l’estratto conto contributivo Inps.


