Il bilancio 2025 della Polizia Stradale restituisce un’immagine chiara: i controlli su strada aumentano e diventano sempre meno casuali. Nell’arco dell’anno sono state impiegate 423.328 pattuglie, che hanno controllato oltre 2 milioni di persone e contestato 1.602.794 infrazioni.
Il dato complessivo delle violazioni è in lieve calo rispetto al 2024, ma crescono in modo significativo le sanzioni accessorie, come il ritiro delle patenti e delle carte di circolazione. Segnale che l’attenzione si concentra sempre più su comportamenti e situazioni considerate critiche per la sicurezza.
Il trasporto pesante sotto la lente
Per il mondo dell’autotrasporto, però, il numero che pesa davvero è un altro: nel 2025 sono stati controllati 334.439 veicoli pesanti, con 490.972 infrazioni accertate.
In media, ogni camion fermato ha generato quasi 1,5 sanzioni. Un rapporto che colpisce e che difficilmente può essere liquidato come semplice “accanimento”. Piuttosto, racconta di un settore in cui le non conformità restano diffuse, soprattutto sulle voci che da anni sono al centro delle politiche europee.
Cosa cercano davvero gli agenti
Il consuntivo non entra nel dettaglio delle singole violazioni, ma le direttrici sono note agli operatori:
- tempi di guida e di riposo
- uso corretto del tachigrafo
- sovraccarichi e sistemazione del carico
- condizioni tecniche del veicolo
- documentazione e autorizzazioni.
Non a caso Checkpont, la serie che K44 (il canale YouTube di Uomini e Trasporti e di Trasporto Europa) dedica ai controlli della polizia, ha raccontato nei primi due episodi sia le verifiche condotte sull’uso del tachigrafo, sia quelle sui sovraccarichi. In particolare, rispetto alla prima questione si registra anche un’evoluzione interessante sia dal punto di vista normativo, sia da quello tecnico. Dal punto di vista normativo, infatti, è stata esteso a 56 giorni il periodo verificabile dei dati del tachigrafo, così come richiesto dal Pacchetto Mobilità, in modo da rendere le verifiche più profonde e meno limitate al singolo viaggio. Dal punto di vista tecnico, invece, è diventato possibile, almeno rispetto ad alcune tipologie di infrazioni, effettuare delle verifiche da remoto, utilizzando antenne a medio raggio – il sistema DSRC – con cui diventa possibile riscontare a distanza eventuali irregolarità e quindi tralasciare quelli in regola, in modo da ottimizzare i controlli e quindi renderli maggiormente efficaci.
Imprese nel mirino, non solo i singoli autisti
Un altro elemento che incide è il sistema europeo di classificazione del rischio delle imprese, che orienta la selezione dei controlli verso i soggetti con precedenti o profili più esposti a infrazioni gravi.
In pratica, il controllo non riguarda più solo “quel camion” o “quell’autista”, ma sempre più spesso l’azienda nel suo complesso: organizzazione dei turni, gestione dei tempi, manutenzione dei mezzi.
Controlli che non si fermano ai confini
La dimensione internazionale resta centrale. Nel 2025 la Polizia Stradale ha effettuato 45 servizi congiunti con la Svizzera e 13 con la Slovenia, oltre a partecipare alle campagne europee coordinate in ambito Roadpol e alle operazioni con l’Autorità europea del lavoro.Per chi lavora sulle direttrici transfrontaliere, questo significa standard di controllo sempre più omogenei, con meno possibilità di “zone grigie” tra un Paese e l’altro.
Ambiente e filiera: un fronte parallelo
Accanto ai controlli su strada, prosegue l’attività su segmenti specifici. Nella cosiddetta Terra dei Fuochi, tra Napoli e Caserta, sono stati controllati 3.522 veicoli per il trasporto rifiuti, con 3.830 infrazioni e oltre 2,2 milioni di euro di sanzioni.
Parallelamente, sono stati ispezionati 4.644 esercizi della filiera veicolare (officine, autoscuole, carrozzerie, autodemolitori), un lavoro meno visibile ma decisivo per la conformità tecnica dei mezzi che poi finiscono sulla strada.
Un messaggio chiaro al settore
Il bilancio 2025 dice una cosa senza giri di parole: i controlli non diminuiscono e non diventano più “leggeri”, ma più mirati e più strutturali. Per imprese e autisti significa che la conformità non può più essere affrontata come un problema episodico, legato al singolo controllo, ma come parte integrante dell’organizzazione del lavoro.


