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Malore fatale alla guida: muore camionista di 59 anni. Quando la sicurezza pretende prevenzione

Un camionista della provincia di Pisa muore per arresto cardiaco mentre guida in un centro urbano. Nessun altro ferito, ma l’episodio riapre il tema della salute degli autisti: una professione solitaria che impone più prevenzione, controlli mirati e capacità di ascoltare i segnali del corpo

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Un camionista di 59 anni, Andrea Scali, residente a Castelfranco di Sotto (Pisa), è morto nella mattinata di ieri, intorno alle 9, mentre era alla guida del proprio mezzo pesante in un quartiere periferico della città.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo è stato colto da un malore improvviso che lo ha fatto entrare in arresto cardiaco mentre si trovava al volante. Dopo aver perso il controllo del camion, il mezzo ha urtato tre auto in sosta, uno scooter e il muro di cinta di un condominio. Nonostante i danni materiali, nessun’altra persona è rimasta coinvolta o ferita.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che hanno avviato le manovre di rianimazione. È stata attivata la procedura di trasferimento diretto presso l’Ospedale del Cuore di Massa (OPA), dove l’uomo è giunto in condizioni disperate ed è deceduto poco dopo. Presenti anche i Vigili del Fuoco e diverse pattuglie della Polizia Municipale; la strada è rimasta chiusa per alcune ore per consentire i soccorsi e la rimozione dei mezzi.

Un episodio drammatico che impone una riflessione seria su un aspetto troppo spesso sottovalutato nel settore dell’autotrasporto: la salute di chi guida.

Una professione solitaria, una responsabilità collettiva

L’autista di mezzi pesanti svolge un lavoro ad alta responsabilità, per lo più in solitudine, per molte ore consecutive. In cabina si è soli: non c’è un collega di lavoro che possa accorgersi di un malessere o intervenire nei primi istanti. Per questo motivo la capacità di ascoltare il proprio corpo diventa parte integrante della sicurezza.

L’arresto cardiaco raramente si manifesta senza segnali premonitori. Spesso il corpo invia avvisaglie che, se riconosciute in tempo, possono consentire un intervento medico preventivo.

I segnali da non ignorare

Tra i sintomi che devono indurre a fermarsi e chiedere un controllo medico:

  • dolore o senso di oppressione al petto
  • affanno anche per sforzi lievi
  • dolore irradiato a braccio sinistro, schiena, collo o mandibola
  • sudorazione fredda improvvisa
  • capogiri o sensazione di svenimento
  • palpitazioni o battito irregolare
  • stanchezza anomala e persistente

Ignorare questi segnali, attribuendoli solo alla fatica o allo stress, può essere un errore fatale.

Cultura della prevenzione: un impegno per il settore

Le visite mediche previste per il rinnovo della patente sono obbligatorie, ma spesso non sufficienti a intercettare tutti i fattori di rischio, soprattutto dopo i 50 anni. Sarebbe opportuno affiancare controlli periodici più approfonditi:

  • visita cardiologica programmata
  • elettrocardiogramma a riposo
  • ECG sotto sforzo, se indicato
  • ecocardiogramma
  • monitoraggio regolare della pressione arteriosa
  • esami del sangue per colesterolo, glicemia e trigliceridi

La prevenzione cardiovascolare non è soltanto una scelta individuale. Quando si guida un mezzo di grandi dimensioni in un contesto urbano, la salute dell’autista diventa un tema di sicurezza pubblica.

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