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De Girolami: quando il mobile arredo si muove davvero

Con il rinnovo della flotta e il ritorno a DAF, De Girolami investe in visibilità, comfort ed efficienza. L’acquisto di 40 nuovi XF.430 in versione ribassata, in grado di ottimizzare i carichi, diventano un asset strategico per sostenere l’export dell’arredo e migliorare consumi, sicurezza e qualità del servizio

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Non tutto il trasporto è uguale. E non tutte le merci chiedono solo di essere spostate da un punto a un altro del territorio. Nel caso dell’arredo, il trasporto diventa parte integrante del prodotto: ne tutela il valore, l’immagine e, sempre più spesso, la competitività sui mercati internazionali. È su questa consapevolezza che De Girolami ha costruito il proprio modello aziendale, trasformando il mobile in qualcosa di più di una semplice merce da caricare: un progetto logistico da governare.

La storia parte più di sessant’anni fa da Meduna di Livenza (Treviso), quando il distretto del mobile del Livenza ancora non esisteva e il concetto di autotrasporto strutturato era ancora lontano. All’epoca si viaggiava lungo il fiume, con chiatte che muovevano uomini e merci insieme. Poi, con il boom economico, il trasporto diventa un’attività industriale vera e propria e non a caso Flavio e Renzo De Girolami scelgono una direzione precisa: specializzarsi nell’arredo, anticipando una vocazione che negli anni si sarebbe rivelata decisiva.

Oggi la seconda generazione, composta da Enrico, Laura e Leonardo De Girolami, guida un’azienda che ha elevato quella scelta a identità riconoscibile, costruendo un modello logistico verticale, capace di accompagnare il design italiano oltre i confini nazionali.

Da sinistra, Massimo Dodoni, amministratore delegato di DAF Veicoli Industriali, ed Enrico De Girolami, direttore commerciale del Gruppo De Girolami

I servizi integrati al trasporto

Ma quale design? Nei primi decenni di vita – lo abbiamo detto – De Girolami nasce all’ombra del distretto del mobile del Livenza (disseminato tra le province di Treviso e Pordenone) e nel corso del tempo lo letteralmente accompagna verso l’estero, fornendogli la strada dell’export non sempre facilmente percorribile. Parliamo di anni, infatti, in cui l’integrazione europea era ancora embrionale e muoversi all’interno dei diversi paesi richiedeva comunque competenze specifiche, soprattutto in materia doganale. L’azienda trevigiana le coltiva e le propone unitamente al trasporto in un pacchetto di servizi che consentono di guardare all’estero in modo molto più elementare. Poi, se la destinazione finale è raggiungibile via strada, il trasporto viene gestito in prima persona, se va oltre l’Europa ci si affida a spedizionieri. 

Una crescita sull’onda dell’economia

Voce Valore
Anni di attività 60
Dipendenti diretti 300+
Collaboratori / partner numerosi (Italia ed estero)
Flotta motrici 115
Rimorchi e allestimenti 230
Età media flotta 5 anni → 3-4 anni dopo rinnovo DAF
Nuovi DAF XF 430 20 (2025) + 20 (2026)
Km medi annui per veicolo 100.000 km
Numero di paesi serviti >15
Riduzione AdBlue rispetto a mezzi precedenti 50%
Settimane in viaggio per autista fino a 3 settimane
   

Nel tempo, però, questa macchina organizzativa diventa talmente specializzata da poter funzionare su scala più ampia. Ed è per questo che De Girolami si va a proporsi come fornitore alle aziende attive in tutti i principali distretti italiani, da quello del mobile imbottito di Forlì e di Matera a quello della Brianza, da Verona alla Toscana fino a Bari, così da fornire a tutte un servizio puntuale così strutturato: lascia i propri container presso i diversi committenti, li ritira una volta riempiti per trasferire poi il tutto nei magazzini di proprietà – quattro complessivamente – presenti all’interno o a ridosso del quartier generale di Motta di Livenza. Perché è qui che l’ufficio traffico consolida i carichi e prepara i viaggi verso le destinazioni finali.

E anche queste nel tempo sono cambiate, seguendo l’andamento della geopolitica e dell’economia. Inizialmente il grosso degli arredi italiani va verso Francia, Germania e Regno Unito. Poi, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso è la penisola iberica ad accelerare economicamente dopo essersi liberata delle dittature. E lo stesso scenario viene replicato negli ultimi due decenni per quanto riguarda i mercati dell’Est europeo. E non a caso De Girolami, dopo una filiale nazionale a Faenza ne ha aperte di nuove a Parigi, Regno Unito (Londra, Bristol e Leeds) Romania e Mosca.

Tornare a investire nel mezzo

Nel frattempo, anche il rapporto con i veicoli cambia. «C’è stata una fase in cui – racconta il direttore commerciale Enrico De Girolami –l’azienda aveva rinunciato ai mezzi di proprietà, affidandosi esclusivamente a spedizionieri. Poi dagli anni Novanta siamo tornati a credere nella flotta». Le ragioni sono diverse. Tra le principali lo stesso De Girolami sottolinea la necessità di gestire in prima persona la tecnologia. «La possibilità di garantire il tracking della merce passa necessariamente dal tracciamento satellitare dei veicoli. Ma questo livello di servizio diventa possibile soltanto se disponi di una flotta di proprietà».

Ed ecco perché oggi De Girolami conta oltre 300 dipendenti, ma anche una flotta di 115 motrici e un parco di allestimenti quasi triplo (come conseguenza dell’operatività ricordata) e cerca di rinnovarli periodicamente, proprio per tenere il passo della tecnologia.

Perché DAF oggi

Gli ultimi rinnovi hanno guardato in direzione DAF e hanno interessato due consegne, entrambe di venti XF.430, avvenute una alla fine dello scorso anno e una all’inizio di febbraio 2026. L’azienda trevigiana non dava fiducia ai veicoli della casa olandese da diversi anni. E per convincerla sono serviti diversi argomenti, relativi al comfort per l’autista, al rapporto qualità-prezzo e ai requisiti operativi imposti dai mercati serviti.

Partiamo da qui. A Londra (ma molto probabilmente domani anche a Parigi) l’accesso urbano richiede precisi Visione Direct Standard. I DAF di nuova generazione raggiungono il massimo livello previsto (le cinque stelle) consentendo all’azienda di operare senza adattamenti e di velocizzare le procedure burocratiche. Senza considerare – sottolineano in De Girolami – che con l’adozione dei nuovi DAF è stato riscontrato un interessante contenimento dell’incidentalità.

Il secondo riguarda i consumi. Se fino a ieri viaggiavano intorno ai 2,9 km/litro, oggi si arriva anche a 3,6-3,7 km/litro. Con un risparmio che, riferito a una percorrenza media per veicolo di 100 mila chilometri annui (in agosto, in genere, il trasporto del mobile si ferma per ferie), diventa estremamente importante. A maggior ragione se ci si aggiunge un taglio di circa il 50% di consumi di Adblue, che ha valore non soltanto in termini economici, ma perché scongiura una sosta di rifornimento in più sulle lunghe tratte. 

Il terzo motivo riguarda il telaio proposto da DAF per queste tipologie di trasporti: si chiama «Low Deck» e cerca di facilitare i trasporti gran volume abbassando il piano di carico e consentendo di rimanere all’interno di sagome legali anche in paesi più restrittive come la Svizzera, così da rendere più agevole l’attività aziendale.

L’autista come fattore industriale

Il quarto motivo guarda all’autista e al suo comfort. È una finalità comune – oggi più che mai – a tante aziende del settore, ma per chi fa trasporto di arredi lo è a maggior ragione. Perché in questo tipo di attività l’autista non è solo alla guida: scarica, effettua consegne multiple, lavora in contesti urbani complessi, resta fuori anche per settimane. Per questa ragione, comfort, visibilità e sistemi di assistenza alla guida diventano strumenti di lavoro veri e propri. E i nuovi DAF, mentre forniscono la visibilità utile a facilitare gli spostamenti interni ai grandi centri urbani, dispongono anche dello spazio in cabina e dei sistemi di sicurezza per accrescere il benessere di chi guida.

Identità che viaggia lontano

Sicurezza, attenzione all’immagine e sostenibilità non sono elementi accessori. De Girolami investe in sistemi avanzati per la tutela dell’autista e di chi condivide la strada, monitora i dati di flotta e affronta il tema ambientale in modo pragmatico, anche attraverso l’utilizzo quando possibile di carburanti alternativi come l’HVO. Inoltre, essendo convinto che l’autista sia anche una sorta di interfaccia tra l’azienda e i propri clienti, investe anche sul loro abbigliamento, per renderli in qualche modo riconoscibili ed esclusivi. E anche per questo motivo – si dice convinto Enrico De Girolami – malgrado il momento di difficoltà generalizzata nel reperire autisti, «riusciamo comunque a essere attrattivi. Segno che il trattamento che riserviamo loro, insieme alla nostra storia, convincono in molti a candidarsi»

Perché, in fondo, De Girolami non trasporta semplicemente mobili. Trasporta design, reputazione e valore industriale. E in un mercato sempre più selettivo, la differenza non la fa solo il prodotto che arriva a destinazione, ma il modo in cui ci arriva. 

Gli autisti sono al centro della strategia aziendale: formati alla guida sicura, dotati di abbigliamento professionale di alta qualità e integrati nel progetto «Blue Driver», rappresentano l’immagine stessa dell’azienda presso i clienti. Un’impostazione che ha trasformato De Girolami in un’azienda capace di attrarre e trattenere professionalità qualificate, anche in una fase storica in cui l’intero settore deve fare i conti con una grave carenza di autisti.

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