Il Brennero torna al centro del confronto europeo sulla libertà di circolazione delle merci. ANITA accoglie con favore il parere dell’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Manuel Campos Sánchez-Bordona, nella causa C-524/24 promossa dall’Italia contro l’Austria sulle restrizioni imposte al transito dei mezzi pesanti lungo l’asse del valico alpino.
Secondo le conclusioni dell’Avvocato generale, il ricorso italiano dovrebbe essere accolto per tre delle quattro misure contestate: il divieto di transito notturno, il divieto settoriale di circolazione e il divieto di transito nei sabati invernali del 2023 sarebbero infatti incompatibili con il diritto europeo. Ritenuto invece conforme alle norme Ue il sistema di dosaggio degli accessi all’autostrada A12.
Un’indicazione che ANITA considera un riconoscimento delle criticità più volte denunciate dal settore dell’autotrasporto. «Il parere dell’Avvocato generale rappresenta un importante riconoscimento delle ragioni portate avanti con fermezza dal Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e che ANITA ha fortemente sostenuto a tutela dell’intero comparto», sottolinea il presidente dell’associazione Riccardo Morelli.
Ambiente sì, ma senza penalizzare il mercato unico
Per ANITA il punto centrale della vicenda riguarda il principio di proporzionalità. Le esigenze ambientali, spiega l’associazione, sono condivisibili, ma non possono tradursi in misure unilaterali che limitano uno dei principali corridoi europei per il trasporto delle merci.
«La tutela dell’ambiente è un obiettivo che condividiamo pienamente – afferma Morelli – ma deve essere perseguita attraverso misure efficaci e non discriminatorie, evitando limitazioni ingiustificate a uno dei principali corridoi europei».
Secondo l’associazione, le restrizioni adottate dal Tirolo hanno prodotto negli anni effetti pesanti sulle imprese: congestione, tempi di percorrenza più lunghi, incremento dei costi operativi e minore affidabilità dei servizi di trasporto.
Un corridoio strategico per l’economia italiana
A ricordare il peso economico del Brennero è Thomas Baumgartner, past president di ANITA con delega specifica sul tema. «Oltre il 60% dell’export italiano deve passare per i valichi alpini – evidenzia – e lungo il corridoio del Brennero si concentra quasi il 40% dei traffici merci».
Per Baumgartner, il valico non può diventare un punto di strozzatura della rete europea: «Un’infrastruttura così strategica non può essere governata attraverso divieti permanenti e disallineati dalle reali condizioni dei traffici».
La richiesta del mondo del trasporto è quindi quella di riportare il Brennero alla sua funzione originaria: una connessione tra il sistema produttivo italiano e i mercati continentali, non un ostacolo alla libera circolazione delle merci.
Il parere dell’Avvocato generale non è vincolante per la Corte di giustizia, che dovrà ora pronunciarsi in via definitiva. La sentenza è attesa entro la fine del 2026.


