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Daimler investe centinaia di milioni per parcheggiare l’idrogeno accanto all’elettrico

La casa tedesca prepara una piccola serie di 100 NextGenH2 Truck e mette sul tavolo diverse centinaia di milioni entro fine decennio. L’elettrico resta centrale, ma per Daimler il futuro dello zero emission non avrà una sola tecnologia

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Daimler Truck non ha intenzione di scegliere adesso tra batteria e idrogeno. Anzi, decide di giocare entrambe le carte. La presidente Karin Rådström ha annunciato che il gruppo investirà diverse centinaia di milioni di euro nell’idrogeno entro la fine del decennio, dopo gli ingenti investimenti già sostenuti sull’elettrico a batteria. La dichiarazione è stata resa alla Deutsche Presse-Agentur e ripresa oggi dalla stampa tedesca.

La strategia comincia però a uscire dalla fase dei prototipi. Dalla fine del 2026 Daimler produrrà una piccola serie di 100 Mercedes-Benz NextGenH2 Truck, destinati a entrare progressivamente nelle flotte dei clienti. La produzione avverrà nello stabilimento di Wörth.

Il primo banco di prova sarà Dachser: dal prossimo dicembre il gruppo logistico tedesco dovrebbe mettere in servizio a Karlsruhe il primo dei tre NextGenH2 assegnati, soprattutto sulle lunghe percorrenze. Gli altri due arriveranno entro metà 2027.

La ragione per cui Daimler tiene aperta la porta dell’idrogeno è soprattutto operativa. Il NextGenH2 utilizza idrogeno liquido e promette un’autonomia superiore ai 1.000 chilometri con un pieno, combinata con tempi di rifornimento più brevi rispetto alla ricarica di un camion a batteria. È quindi pensato soprattutto per gli impieghi pesanti e flessibili del lungo raggio.

Curiosamente, il camion a idrogeno non è nemmeno un’alternativa tecnologicamente separata dall’elettrico: il NextGenH2 utilizza diversi componenti già sviluppati per l’eActros 600, compresi l’assale elettrico integrato e la cabina aerodinamica ProCabin. La cella a combustibile produce l’elettricità che alimenta proprio quel sistema di trazione elettrica.

Il messaggio industriale, quindi, è abbastanza chiaro: Daimler non considera ancora risolta la partita dello zero emission nel camion pesante. Per alcune missioni la batteria può essere la soluzione più efficiente; per altre, soprattutto dove contano autonomia, tempi di rifornimento e peso trasportabile, l’idrogeno potrebbe avere un vantaggio.

E qui entrano in gioco anche le infrastrutture. Daimler sta cercando di evitare per l’idrogeno lo stesso problema affrontato dall’elettrico nella sua fase iniziale: sviluppare il camion prima di avere una rete energetica adeguata. La casa tedesca punta quindi a costruire per tempo un ecosistema fatto di produzione, distribuzione e rifornimento dell’idrogeno, coinvolgendo trasporto, industria ed energia.

Il progetto è ancora lontano dalla produzione di massa: la produzione in serie dei camion a celle a combustibile è prevista per i primi anni Trenta. Ma l’investimento annunciato da Rådström indica che Daimler vuole arrivare a quel momento con una tecnologia pronta e, soprattutto, con un mercato e un’infrastruttura già in costruzione.

In altre parole, mentre l’elettrico entra nella fase della verifica sul campo, Daimler comincia a parcheggiare l’idrogeno nella corsia accanto. Non per sostituire la batteria, ma per evitare di scommettere tutto su una sola soluzione.

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