Ha appena compiuto 23 anni. Per il suo compleanno è arrivato un regalo speciale: un lavoro da camionista, un lavoro che sognava segretamente da qualche anno, dopo averlo guardato da bambina, prima con timore, poi con un’inspiegabile sensazione di esclusione. “Andavo alla cooperativa agricola con mia madre, guardavo i camion, ma non capivo perché gli autisti non mi invitavano mai a salire in cabina”. Aurora Medri, da circa un mese nello staff di autisti della ditta F.lli Barattini Snc, aderente al consorzio Carp di Pesaro (associata Federtrasporti) specializzato in cisternato alimentare, cassonato e trasporti a temperatura controllata, ha preso quell’interrogativo e lo ha fatto diventare la molla per seguire la propria passione. Lei in cabina alla fine ci è salita, con tanto di patenti e CQC (prese grazie ai risparmi messi diligentemente da parte), prima accompagnata e seguita dal titolare, da qualche settimana da sola, fa la spola tra Cesena e Forlì per trasportare cipolle dalle aziende agricole ai centri logistici. «Da poco è stato il mio compleanno – ci confessa con un sorriso sincero – e il regalo più bello è arrivato dal mio titolare che mi ha omaggiato con una lode». Una poesia per incoraggiare una giovane donna a guardare dritto negli occhi il proprio futuro, dall’alto di un Tir.

Come è nata l’idea di guidare un camion?
Da piccola avevo paura dei camion e mai avrei pensato di poterli guidare in futuro. A volte andavo con mia mamma al lavoro nella cooperativa agricola e guardavo questi mezzi così grandi con un po’ di timore. Ma più li guardavo e più mi incuriosivo: non riuscivo a capire perché gli autisti non mi invitassero a salire a bordo. Questo interrogativo mi ha fatto crescere la curiosità verso questo mondo e alla fine ho deciso di prendere la patente. Mi sono iscritta ai corsi da sola, senza far sapere niente a mia madre e a nessun altro. Nel giro di sei mesi sono riuscita a fare tutto: ho preso la patente CE e la CQC.
Come hai fatto a fare tutto di nascosto?
Di nascosto solo all’inizio, poi ho dovuto dire a mia mamma dove andavo di sera: le lezioni si tenevano dalle 18 alle 22. Così per non farla preoccupare le ho accennato la cosa e lei si è stupita. Tra l’altro ha notato che, a me non piace studiare, ho passati subito gli esami per le patenti, al primo colpo.
Ti hanno aiutato a sostenere la spesa economica per le patenti?
No, ho fatto tutto da sola. Avevo dei soldi da parte e ho pensato di investirli in qualcosa che mi piaceva e di utile per il mio futuro. Infatti, già dalle prime guide con l’istruttore ho capito che stare sul camion mi piaceva proprio. Guidare mi rilassa, mi fa stare bene, guardo avanti e mi calmo.

Quando e come hai trovato lavoro?
Lavoro da un mesetto, sono stata assunta il 1° luglio dai F.lli Barattini. Conoscevo Luciano Barattini. Così quando ho preso le patenti l’ho chiamato e gli ho chiesto se avessero bisogno. Lo devo ringraziare perché è stato l’unico a credere subito in me. Mi ha detto: “Ok, iniziamo il primo luglio” e con tanta pazienza mi sta affiancando durante la guida, mi sta insegnando molto. Veramente.
Che tipo di trasporto stai facendo?
Per il momento faccio servizi semplici e ripetitivi dal punto A al punto B per acquisire sicurezza, anche del mezzo. Trasporto box di cipolle. Guidare con il carico è diverso, senti molta più responsabilità, poi mi muovo in strade di campagna, a volte strette. Insomma, molto diverso dal guidare in autostrada con corsie larghe e sensi di marcia prestabiliti…
Come reagiscono le persone quando dici che lavoro fai?
All’inizio rimangono sbalorditi, non se lo aspettano. I colleghi invece sono difficili da capire, a volte sembrano stupiti, altre volte vogliono aiutarti e sono molto presenti. Anche gli agricoltori sono molto rispettosi. Se non riesci a fare una manovra, per esempio, ti aiutano e ti vengono incontro.
Nell’azienda e nella zona sei l’unica donna autista?
Sì. C’è una ragazza mulettista che lavora in una cooperativa agricola con la quale a volte mi confronto. Per me è una passione che spero rimanga intatta negli anni. Non voglio fermarmi qui. Vorrei tantissimo lavorare sulle tratte estere per vedere posti nuovi. Credo che lavorando si conosca il mondo, meglio che visitare musei o andare in vacanza.
Si tratta di un lavoro molto impegnativo: come immagini la tua vita?
La famiglia per ora non è in programma. Per il momento voglio solo imparare e capire meglio le cose. Io credo di aver trovato un insegnante eccezionale in Luciano Barattini. Lo devo ringraziare per la pazienza e l’impegno con cui mi sta affiancando. E… anche per la lode regalata per il compleanno, un gesto che mi ha commosso.


