Nel 2025 sulle strade italiane sono decedute 166 persone tra gli autisti di camion, il 13,7% in più rispetto alle 146 vittime del 2024. È il secondo anno consecutivo di crescita dei decessi tra chi viaggia sui camion e uno dei dati più preoccupanti contenuti nel rapporto ACI-Istat sull’incidentalità stradale, diffuso oggi.
Il dato assume un peso ancora maggiore se inserito nel quadro generale: nel 2025 le vittime degli incidenti stradali in Italia sono infatti diminuite del 5,3%, passando da 3.030 a 2.868. Anche il tasso di mortalità è sceso da 51,4 a 48,7 morti ogni milione di abitanti.
Meno morti, ma più incidenti e feriti
Il calo delle vittime si accompagna però a un aumento degli incidenti e delle persone ferite. Nel 2025 gli incidenti con lesioni a persone sono stati infatti 177.207, il 2,2% in più rispetto al 2024, mentre i feriti sono saliti a 237.822, con un incremento dell’1,7%.
«Per questo – ha affermato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa – dobbiamo continuare a investire nell’educazione stradale, a partire dalle giovani generazioni. In questa prospettiva, accogliamo con grande favore l’avvio della task force dedicata alla sicurezza stradale promossa dai Ministeri dell’Interno, delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Istruzione e del Merito, che riconosce all’educazione stradale un ruolo centrale nelle politiche di prevenzione».
Incidenti stradali in Italia: il confronto tra 2019, 2024 e 2025
| 2019 | 2024 | 2025 | Var. 2025/2024 | Var. 2025/2019 | |
| Incidenti | 172.183 | 173.364 | 177.207 | +2,2% | +2,9% |
| Morti | 3.173 | 3.030 | 2.868 | -5,3% | -9,6% |
| Feriti | 241.384 | 233.853 | 237.822 | +1,7% | -1,5% |
| Morti per milione di abitanti | 53,1 | 51,4 | 48,7 |
Camionisti tra le categorie con vittime in crescita
L’aumento delle vittime tra gli autisti di camion è particolarmente significativo anche perché la maggior parte delle altre categorie – o perlomeno guardando ai dati degli altri utenti «motorizzati» – registra invece una diminuzione. Nel 2025 sono in calo infatti le vittime di occupanti di autovetture (1.125 decessi, con un calo del 10,1%), di motociclisti (802 decessi, -3,4%), di pedoni (409 decessi, -10,9%) e di ciclomotoristi (56 decessi, -8,2%).
Aumentano invece le vittime tra gli utenti deboli della strada: parliamo di ciclisti (+20%), utilizzatori di biciclette elettriche (+50%) e di monopattini (+8,7%).
Vittime per tipo di utenti della strada
| Categoria | Vittime 2025 | Var. 2025/2024 |
| Occupanti di autovetture | 1.125 | -10,1% |
| Motociclisti | 802 | -3,4% |
| Pedoni | 419 | -10,9% |
| Ciclisti | 198 | +20,0% |
| Occupanti di autocarri | 166 | +13,7% |
| Ciclomotoristi | 56 | -8,2% |
| Utilizzatori di biciclette elettriche | 30 | +50,0% |
| Utilizzatori di monopattini elettrici | 25 | +8,7% |
Distrazione e velocità tra le principali cause
Il rapporto ACI-Istat fotografa poi anche le principali cause degli incidenti. La distrazione o l’andamento indeciso rappresentano la prima causa accertata o presunta, con 35.667 casi, pari al 15,1%. Seguono il mancato rispetto della precedenza o del semaforo, con il 12,6%, la velocità troppo elevata, con il 7,8%, e la manovra irregolare, con il 7,6%.
Nel complesso, questi quattro comportamenti rappresentano il 43,1% delle cause di incidente, escludendo il gruppo residuale delle cause non determinate. Sulle strade extraurbane, in particolare, la guida distratta o l’andamento indeciso arrivano al 21,3% delle cause, seguiti dalla velocità troppo elevata, che pesa per il 10,1%.
Un costo sociale di oltre 18 miliardi di euro
La sicurezza stradale ha un impatto che va oltre il dramma delle vittime e dei feriti e coinvolge anche l’intera collettività. Secondo il rapporto, nel 2025 il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone ha superato i 18 miliardi di euro, quasi l’1% del Pil nazionale.
La stima comprende i costi associati alle conseguenze degli incidenti sulle persone e sulla collettività. Considerando anche i sinistri con soli danni alle cose, il conto complessivo arriva a circa 22,6 miliardi di euro. Un ulteriore indicatore del peso che l’incidentalità continua ad avere sulla società e sull’economia italiana.


