Mentre si aprono oggi a Roma gli Stati Generali dell’Autotrasporto, due giornate di confronto che, fino a domani 9 ottobre, che dovrebbero portare sul tavolo del Governo le istanze più urgenti di un settore alle prese con l’aumento dei costi e le difficoltà operative, l’autotrasporto torna a mobilitarsi sul caro carburante, chiedendo direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni un incontro urgente. A sollecitare la convocazione sono le associazione dell’autotrasporto rappresentate nell’Albo degli Autotrasportatori, che denunciano il mancato completamento degli impegni assunti dal Governo nell’intesa raggiunta a Palazzo Chigi il 22 maggio scorso. A distanza di oltre quattro mesi “spiegano le associazioni, diversi provvedimenti attuativi non sono ancora stati emanati, lasciando le imprese in una situazione di incertezza economica e operativa”.
Credito d’imposta, compensazioni e accise: i nodi da sciogliere
Le federazioni riconoscono gli interventi già realizzati dall’Esecutivo, a partire dall’introduzione dell’automatismo per il recupero delle risorse legate al taglio delle accise e dalla riduzione da 60 a 30 giorni del termine di silenzio-assenso per la compensazione dei crediti derivanti dal rimborso delle accise. Misure considerate positive, ma insufficienti a risolvere le difficoltà delle imprese. Il primo problema riguarda proprio il credito d’imposta e l’incertezza sui tempi entro i quali le aziende potranno effettivamente utilizzarlo. Le associazioni chiedono in particolare di intervenire sul termine per la compensazione, attualmente fissato al 31 dicembre, per evitare che ulteriori ritardi amministrativi compromettano la possibilità di recuperare le risorse spettanti. Un’altra richiesta riguarda il Temporary Framework europeo, il quadro temporaneo di aiuti di Stato per il quale le federazioni chiedono al Governo di attivarsi presso la Commissione europea affinché ne venga prolungata l’applicazione, alla luce del perdurare delle tensioni geopolitiche e delle loro ripercussioni sui costi energetici.
Interventi sul gasolio extrarete
Tra le questioni più urgenti torna il prezzo del gasolio extrarete, il mercato dal quale si riforniscono molte imprese di autotrasporto attraverso forniture dirette ai propri depositi.
Le federazioni chiedono un’azione di contenimento dei prezzi anche su questo canale di approvvigionamento, sottolineando che le misure di riduzione delle accise non hanno eliminato le difficoltà delle imprese nel sostenere il costo del carburante.
A questo si aggiunge il mancato aggiornamento dei valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio dell’autotrasporto, fermi allo scorso marzo. Si tratta di parametri particolarmente importanti per le imprese, perché costituiscono un riferimento per valutare l’andamento dei costi e affrontare il confronto economico con la committenza.
«L’incertezza sui tempi di utilizzo del credito d’imposta da parte delle imprese, a partire dal differimento del termine per la compensazione attualmente fissato al 31 dicembre, la necessità che il Governo si attivi presso la Commissione europea per prolungare il Temporary Framework visto il perdurare delle tensioni geopolitiche, il mancato aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, fermi allo scorso marzo, e un’azione del contenimento del prezzo dei carburanti anche sul mercato extrarete, sono questioni cruciali e non più rimandabili», sottolineano le associazioni.
«Senza confronto valuteremo i passi successivi»
Il messaggio rivolto al Governo è esplicito: non bastano gli impegni, servono tempi certi e provvedimenti operativi. «Chiediamo al Governo una convocazione urgente per sbloccare questi nodi e permettere alle nostre imprese di superare questa delicata fase economica. In mancanza del confronto, tutte le associazioni saranno costrette a valutare i passi successivi», concludono le federazioni.


