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+4%: è l’aumento medio delle tariffe del trasporto su strada in Europa. Livelli alti anche nel 2026

La previsione nell’outlook 2026 di Upply, la piattaforma di marketplace digitale nata in Francia e oggi attiva in molti paesi europei. Secondo lo studio le tariffe di trasporto su gomma rimarranno stabili su livelli alti in molti mercati, tra cui Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi dove la domanda di servizi aumenterà più del 2%. Le tensioni geopolitiche, costi in salita, difficoltà operative dovute alla carenza di manodopera abbassano la marginalità delle imprese che non possono fare altro che trasferire gli aumenti sui clienti

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Il 2026 non sarà un anno di contrazione tariffaria per il trasporto su gomma in Europa.Tra il 2024 e il 2025 i corrispettivi dei contratti e le tariffe spot sono aumentate di circa il 4%: il trend continuerà anche nell’anno in corso spinto dai costi in salita, la bassa marginalità delle aziende e i grandi stravolgimenti che stanno colpendo la logistica per le crisi internazionali legate alle guerre e alle politiche commerciali.

L’analisi è contenuta nell’Outlook 2026 for European Road Freight Transport, pubblicato da Upply, la piattaforma nata in Francia, ma attiva in molti Paesi europei come marketplace digitale per il trasporto delle merci. 

In un contesto di crescita economica moderata (PIL Eurozona +1,2%; UE +1,4%), la domanda di trasporto aumenta in modo selettivo, mentre le tariffe si mantengono su livelli elevati dovuti alla forte crescita nel periodo post-Covid e la fase di assestamento osservata tra il 2023 e il 2024 e la stabilizzazione nel 2025, mantenendo un livello sensibilmente superiore rispetto al periodo pre-2020.

Secondo il report, le tariffe alte si spiegano con una capacità di offerta ancora sotto controllo, senza eccessi anche per la carenza di manodopera riscontrata nel settore. Inoltre, i costi rimangono alti: a fronte di una stabilizzazione del costo del carburante, nel 2025 si è assistito a un ritocco dei pedaggi autostradali e dei premi assicurativi. A questo si aggiunge una pressione regolatoria ambientale crescente che porta le aziende ad investire in nuove tecnologie. Anche le pressioni geopolitiche influenzano l’andamento delle tariffe a causa della revisione costante delle strategie, mentre i margini delle aziende rimangono bassi e questo comporta il trasferimento degli aumenti di costo ai clienti. 

La crescita tariffaria nel 2026 sarà quindi limitata ma positiva in particolare nei mercati con una crescita della domanda di trasporto superiore al 2%.

Tra questi, la Germania dove si prevede un incremento della domanda di trasporto stradale del 2,8% nel 2026. Anche la Spagna si conferma uno dei mercati più dinamici con una crescita che oscillerà tra il 2 e il 2,2% grazie all’export agroalimentare e l’eCommerce. Quest’ultima voce è alla base dell’exploit in Francia dove si attende un incremento del 10 per cento nei volumi legati all’eCommerce e un giro d’affari che supererà i 200 miliardi di euro. Infine, una crescita fino al 4,8% in più è attesa per i Paesi Bassi, ma l’attenzione è centrata sui costi in aumento per le aziende con l’entrata in vigore dal prossimo luglio del nuovo sistema di pedaggi per i mezzi pesanti basato sulle emissioni di Co2. 


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