C’è un filo rosso che attraversa i numeri di questa newsletter. Non è l’argomento – che va dagli autisti ai porti, dall’ETS 2 ai camion elettrici – ma la pressione: che cresce, si sposta, cambia forma, ma non diminuisce.
I numeri sui controlli della Polstrada lo raccontano senza giri di parole: +40% di infrazioni sui tempi di guida e riposo, controlli sempre più mirati, tecnologia che «vede» prima ancora di fermare il camion. Non è solo una questione di (re)pressione: è il segnale che il sistema sta diventando più tracciabile e meno indulgente. E che l’autista è sempre più al centro del radar. Lo dice chiaramente anche chi quei controlli li fa, come emerge dall’intervista a Santo Puccia, direttore del Servizio di Polizia Stradale: la sicurezza passa dalla formazione e dalla consapevolezza, non solo dalla sanzione.
Ma cosa succede dentro quella cabina che oggi è così sotto osservazione?
I numeri sull’alimentazione e sullo stress degli autisti aprono uno squarcio meno visibile, ma altrettanto reale. Il 57% gestisce da solo le difficoltà legate al cibo, nove autisti su dieci mangiano quasi sempre da soli, lo stress entra nei pasti più della fame. È una solitudine operativa che diventa abitudine e poi normalità. E quando si parla di salute mentale, i numeri ufficiali Inail dicono poco: solo lo 0,9% delle denunce riguarda disturbi psichici, ma sono in aumento e riguardano soprattutto i più giovani. Non perché stiano peggio degli altri, ma perché iniziano – forse – a riconoscere il problema e a dargli un nome. Tutto il resto resta sommerso. E ciò che non diventa dato, semplicemente non esiste.
Lo stesso meccanismo vale per il tema della parità di genere. I numeri ci sono, ma raccontano un’assenza: le autiste in Italia rappresentano solo il 2,1% della categoria, una delle percentuali più basse d’Europa. Non è solo una questione culturale: è un problema strutturale, di spazi, di turni, di aree di sosta inadeguate. In un settore che soffre una carenza cronica di conducenti, questi dati andrebbero letti in senso strategico.
Poi ci sono i numeri che parlano alle aziende. E qui il tono cambia, ma la pressione resta.
L’ETS 2 – denuncia Federtrasporti in un’audizione parlamentare – rischia di trasformarsi in un macigno: fino a 6.000 euro in più all’anno per camion, margini già compressi, difficoltà a ribaltare i costi sulla committenza. Numeri che non descrivono una transizione, ma il rischio concreto di uscire dal mercato per molti piccoli operatori.
Allo stesso tempo, guardando oltreconfine, scopriamo che un camion elettrico in Germania può risparmiare quasi 35.000 euro l’anno di pedaggi. Non perché sia economico in assoluto, ma perché la politica ha deciso di renderlo competitivo. Stesso obiettivo ambientale, strumenti molto diversi.
E mentre su strada la pressione aumenta, a monte e a valle la logistica cresce.
I porti italiani segnano un +1,2%, trainati da container e rinfuse solide. Le autostrade del mare, nonostante l’ETS, restano una leadership ventennale. La logistica immobiliare vola: 2,2 miliardi di investimenti, domanda strutturalmente alta, capitali internazionali che vedono stabilità dove altri vedono rischio.
Qui i numeri raccontano un settore che attrae, che si consolida, che guarda al lungo periodo.
Ed è forse questo il punto chiave che lega tutto: da una parte chi lavora, sempre più controllato, solo, sotto pressione fisica e mentale; dall’altra le strutture, gli asset, le infrastrutture, che crescono, si valorizzano, attirano capitali. Nel mezzo, le imprese di autotrasporto, schiacciate tra costi in aumento, transizioni imposte e margini minimi.
Tutti articoli che «danno numeri», come al solito. Ma stavolta messi insieme dicono una cosa sola: il sistema sta cambiando velocemente e non tutti stanno cambiando allo stesso ritmo.
Capire i numeri – leggerli, collegarli, discuterli – non è un esercizio statistico, ma una forma di difesa. E, forse, anche il primo passo per non subirli.
Questo articolo fa parte della nostra newsletter mensile #100NumeriDigital, che mette in evidenza i dati e i trend più rilevanti del settore dell’autotrasporto.
Per riceverla gratuitamente, clicca qui: https://www.uominietrasporti.it/iscrizione-alle-newsletter/
Per abbonarsi alla rivista: https://www.uominietrasporti.it/abbonamento/


