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Federtrasporti porta i prodotti Versalis in Europa tramite l’intermodale

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Nel mondo del trasporto industriale, lavorare per una realtà come Versalis non è un incarico come un altro. È una sfida strutturale, logistica, culturale. Perché quando il committente è una grande azienda chimica non ci si può improvvisare. Occorre essere solidi, competenti e capaci di dare garanzie su ogni aspetto, dalla sicurezza all’organizzazione documentale e alla capacità veicolare, dalla puntualità operativa fino alla sostenibilità ambientale.

Federtrasporti Spa, società operativa dell’omonimo gruppo, lo ha dimostrato con i fatti. Dopo essere stata fornitrice qualificata di Eni per diversi decenni, nel 2025 si è aggiudicata una parte del tender europeo indetto per la gestione del trasporto intermodale dei prodotti Versalis. Una gara importante, articolata su più lotti e destinazioni. In questo contesto competitivo, la società, parte di un raggruppamento che ha il proprio quartier generale a Bologna, ha conquistato quote di traffici diretti su diverse direttrici internazionali – in particolare Germania, Benelux e Svizzera – dando prova di essere un interlocutore affidabile per una committenza di primo piano.

L’operatività è iniziata nel gennaio 2025 e da aprile è entrata a regime, attestandosi su un flusso regolare di circa 40 tank al mese. I prodotti trasportati – tutti in ADR e caricati nello stabilimento Versalis di Mantova – vengono instradati attraverso un preciso schema intermodale: strada fino agli hub ferroviari di Verona o Busto Arsizio, treno fino a Colonia, Anversa, Rotterdam o Aarau e, infine, ultimo miglio su gomma nei paesi di destinazione. Una catena logistica che funziona solo se ogni anello garantisce perfetta tenuta.

E dietro questa operazione c’è un lavoro di squadra. Le sinergie sono state fondamentali: per la parte stradale in Italia, Federtrasporti si è affidata al consorzio GAM, attivo da anni nel trasporto chimico con sede proprio a Mantova; per la gestione ferroviaria e per la distribuzione su strada all’estero è entrata in gioco Giezendanner, società svizzera con una articolata presenza in Germania e una lunga storia nella logistica internazionale.

Simon Valvassori, Sales Manager Europe & Country Manager Italia di Giezendanner, azienda associata a Federtrasporti

Simon Valvassori, Sales Manager Europe & Country Manager Italia di Giezendanner, conosce bene cosa comporta lavorare per un cliente come Versalis. La sua visione è concreta: «Non basta avere i mezzi o la disponibilità. Serve una struttura alle spalle, una macchina organizzativa pronta a gestire ogni dettaglio. Versalis richiede alti standard: sicurezza, qualità, sostenibilità. E tutto questo va certificato con documenti e attestazioni. In questo scenario, la piattaforma Open-es rappresenta per noi un’opportunità: ci consente di misurare le nostre performance, mantenere il nostro profilo costantemente aggiornato e lavorare nel tempo sul miglioramento continuo, rendendoci sempre più competitivi».

Il punto è che, secondo Valvassori, il cuore della sfida è logistico. Le gare non vengono vinte con promesse, ma con capacità concrete: disponibilità settimanale di mezzi, affidabilità assoluta, puntualità. Ogni mancata consegna, ogni ritardo ingiustificato, comporta penali che possono facilmente azzerare i margini. «Serve un’organizzazione precisa – prosegue – perché se non hai veicoli disponibili o sbagli le tempistiche, non solo perdi soldi, ma rischi di compromettere il rapporto con il cliente».

In questo contesto, Federtrasporti ha fatto valere una delle sue carte vincenti: la forza del modello consortile. Le penalità – anziché dividere – hanno fatto da collante, generando senso di responsabilità e motivazione condivisa. «Lavorare per se stessi e per la rete può creare conflitti di priorità – ammette Valvassori – ma in questo caso tutti remano nella stessa direzione. Nessuno vuole subire penalità e questo spinge a mettere il cliente sempre al centro».

Ed è proprio questo, alla fine, il salto culturale richiesto. Partecipare a un tender internazionale con una importante azienda chimica non è un esercizio di riempimento. Non si tratta di incastrare qualche viaggio in un quadro logistico già saturo, ma di fare spazio, dare priorità, costruire un servizio su misura. «Chi ragiona solo in termini di ottimizzazione della propria flotta – osserva Valvassori – non è pronto per lavorare con una multinazionale. Perché qui non si parla solo di viaggi, ma di fiducia, reputazione, visione».

C’è anche un’altra dimensione fondamentale che emerge da questa esperienza: la sostenibilità. Federtrasporti ha risposto pienamente alle richieste di Versalis. I veicoli impiegati devono rispettare parametri stringenti di età e di impatto in termini di emissioni inquinanti; ma soprattutto, è il trasporto ferroviario a fare la differenza. Basti pensare che un treno genera circa otto volte meno CO₂ di un camion. «È come se ogni mese togliessimo dalla strada 320 camion – sottolinea Valvassori – e questo non è un dato simbolico, ma concreto, che pesa sul conto ambientale del servizio».

Ma sostenibilità significa anche efficienza economica. Solo chi ha già traffici strutturati verso Sud può usare quelli in direzione Nord per bilanciare, evitando di far tornare i treni vuoti. Solo chi è presente sul mercato ferroviario può spuntare tariffe migliori. «Le compagnie premiano la fidelizzazione – ricorda Valvassori – e chi garantisce volumi costanti riesce ad avere condizioni più favorevoli. In un periodo in cui i costi ferroviari aumentano per via dei lavori infrastrutturali, questo fa davvero la differenza».

Il bilancio di questo primo anno quindi è positivo. Ma lo sguardo è già rivolto al futuro. «Come Federtrasporti Spa ci stiamo facendo conoscere come operatori affidabili anche su questa scala – conclude Valvassori –. Le compagnie ferroviarie iniziano a vederci come partner stabili: possiamo ottimizzare i carichi, avvicinare i ricarichi, ridurre i costi accessori. Ecco perché, se i prossimi tender lo consentiranno, siamo pronti a gestire volumi anche maggiori».

C’è, infine, una lezione che questa esperienza lascia in casa Federtrasporti. Una consapevolezza nuova: le possibilità ci sono, ma bisogna sapersi mettere in gioco. «Servono professionalità, organizzazione, dedizione – dice Valvassori –. Ma se c’è la volontà, Federtrasporti ha tutte le carte in regola per giocarsela con i grandi. E l’importante, adesso, è non tirarsi indietro: bisogna partecipare, provarci e dimostrare che si può essere partner strategici anche per clienti di livello internazionale».

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