Di fronte agli obiettivi ambiziosi della Commissione Europea, la realtà delle strade racconta una storia diversa. L’ultimo report ACEA “Vehicles on European Roads”, pubblicato a gennaio 2026, rivela che il parco circolante di veicoli commerciali e industriali non solo sta aumentando, ma sta anche invecchiando pericolosamente. Un mix che mette a nudo la fragilità di una transizione che, finora, ha faticato a uscire dai saloni dell’auto per entrare nelle flotte delle aziende di trasporto.
CRESCE IL PARCO, AUMENTA L’ETA’
| Tipologia Veicolo | Totale Circolante (UE) |
Variazione % (su anno prec.) |
Età Media (Anni) |
Paese con flotta più vecchia |
| Van (< 3,5t) | 31,1 Milioni | +1,9% | 12,9 | Italia (15,0 anni) |
| Truck (> 3,5t) | 6,2 Milioni | +0,9% | 14,0 | Grecia (22,9 anni) |
fonte: Report ACEA “Vehicles on European Roads”, edizione Gennaio 2026.
- L’Italia è un caso critico per i Van, il che significa che una gran parte del nostro ultimo miglio è gestito con mezzi euro-standard obsoleti. È vero che poi nel corso del 2025 qualche passo in avanti soprattutto rispetto alla penetrazione dell’elettrico qualche passo in avanti è stato compiuto, ma il vero problema rimane quello dell’età media del parco circolante.
Van: l’ultimo miglio è sempre più “stanco”
Il boom dell’e-commerce continua a spingere la domanda di furgoni, ma il ricambio tecnologico non tiene il passo.
- Numeri in crescita: Nel 2024, i veicoli commerciali leggeri (fino a 3,5t) nell’UE hanno raggiunto quota 31,1 milioni, con un incremento dell’1,9%.
- La zavorra dell’età: Un furgone europeo ha oggi un’età media di 12,9 anni. L’Italia detiene il primato negativo tra i grandi mercati con una media di 15 anni per mezzo, seguita dalla Spagna a 14,7.
- L’egemonia del Diesel: Nonostante le restrizioni nelle ZTL, il 90,3% dei van circolanti brucia ancora gasolio. La “timida presenza” dell’elettrico (BEV) si ferma a un marginale 1,3% della flotta totale.
Truck: giganti d’argilla (e di ghisa)
Se il comparto leggero fatica, quello dei mezzi pesanti è quasi immobile. Per i professionisti del lungo raggio, l’alternativa al motore a combustione è ancora poco più di una nota a piè di pagina.
- Flotta pesante: Sono 6,2 milioni i camion (oltre 3,5t) sulle strade dell’Unione (+0,9% rispetto al 2023). Quasi la metà di questi si concentra tra Germania, Italia e Polonia.
- Mezzi d’epoca: L’età media dei truck europei è salita a 14 anni. Se l’Austria brilla con una flotta “giovane” (7,4 anni), in Grecia si viaggia con mezzi che hanno mediamente 22,9 anni sulle spalle.
- Zero emissioni? Un miraggio: Il diesel regna sovrano con una quota del 96,3%. I camion elettrici rappresentano appena lo 0,3% del circolante. In pratica, ogni 1.000 camion che incrociate in autostrada, solo 3 sono a batteria.
L’ELETTRICO: UNA RIVOLUZIONE ANCORA SPENTA
| Alimentazione | Quota su Totale VAN | Quota su Totale TRUCK | Stato della Transizione |
| Diesel | 90,3% | 96,3% | Dominante |
| Benzina | 5,5% | 0,5% | Marginale / Residuale |
| Elettrico (BEV) | 1,3% | 0,3% | Iniziale / Simbolica |
| Altri (Ibridi, Gas, etc.) | 2,9% | 2,9% | Stazionaria |
fonte: Report ACEA “Vehicles on European Roads”, edizione Gennaio 2026.
- Il settore Truck è il più difficile da scalfire: la quota dello 0,3% di elettrico indica che, nonostante i lanci di nuovi modelli OEM, il parco circolante reale non si è ancora mosso. Nel 2025, anche grazie a un’offerta di prodotto sempre più in grado di coprire segmenti di mercato diversi e anche grazie all’arrivo sul mercato di camion con autonomia superiore rispetto ai primi modelli lanciati, le cose stanno timidamente evolvendo. Ma il ritmo è lenta e la transizione di là da venire.
Perché la transizione non decolla?
Il report ACEA parla chiaro: sostituire milioni di veicoli con modelli più puliti richiede decenni, non anni. I mezzi più vecchi utilizzano tecnologie meno efficienti, alimentando tassi di inquinamento che vanificano i progressi fatti dai pochi mezzi di ultima generazione.
Secondo Sigrid de Vries, Direttore Generale di ACEA, il quadro normativo attuale non basta: “L’ecosistema deve diventare più attraente per i clienti”. Per gli operatori della logistica, il passaggio all’elettrico o all’idrogeno resta un salto nel buio in assenza di infrastrutture di ricarica capillari e incentivi all’acquisto che rendano il Total Cost of Ownership (TCO) realmente competitivo.
Il verdetto per il settore: Senza un’accelerazione decisa nel tasso di sostituzione dei veicoli obsoleti, gli obiettivi di decarbonizzazione resteranno sulla carta. Per ora, la strada della logistica europea continua a essere lastricata di diesel e anni di servizio.


