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I benefici fiscali della tracciabilità

Mi hanno spiegato che accettare tutti gli incassi, in modo da farsi tracciare dalla Finanza, può comportare diversi vantaggi. Volevo capire meglio in cosa consista questa esposizione alla tracciabilità e, soprattutto, in cosa consistano i benefici che si possono ottenere?
Giuseppe M_Brescia

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Oggi vi parlo di un’agevolazione che vi permetterà di:
– ridurre di due anni i termini per l’accertamento (tre anni anziché cinque);
– dimezzare le sanzioni su eventuali violazioni nei pagamenti.
Ma partiamo dalla normativa generale.
L’Agenzia Entrate e la Guardia di Finanza possono verificare tutte le operazioni bancarie effettuate da cittadini e imprese al fine di contrastare l’evasione fiscale e la criminalità.

In che modo l’Amministrazione Finanziaria può effettuare tali controlli?
Lo può fare attraverso l’Anagrafe dei conti correnti. Si tratta di una banca dati con informazioni, che le banche hanno l’obbligo di comunicare con cadenza mensile e annuale, relative a:

  • esistenza di conti correnti bancari o postali, titoli, cassette di sicurezza, aperture di credito e mutui;
  • il saldo di conto e la lista dibonifici effettuati e bonifici ricevuti, versamenti di contanti e giroconti;
  • il valore medio di giacenza annuo dei conti correnti;
  • i rapporti finanziari con soggetti non residenti.

I dati e le notizie così raccolti sono utilizzati dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza per indagini finanziarie e possono essere impiegati anche per la formazione di liste selettive di contribuenti da sottoporre a specifico controllo.
Chiarita così la normativa generale, passo a indicarvi le caratteristiche dell’agevolazione.

Chiariamo subito che l’agevolazione in parola consiste nella:

  • riduzione – come detto – di due anni dei termini di accertamento ovvero del contenimento in tre anni rispetto ai cinque consueti;
  • nella riduzione al 50% delle sanzioni su eventuali violazioni sull’IVA e sulle imposte sui redditi (IRPEF, IRES, IRAP).

«L’agevolazione consiste nella riduzione di due anni dei termini di accertamento, ovvero del contenimento in tre anni rispetto ai cinque consueti, e nella riduzione al 50% delle sanzioni su eventuali violazioni sull’IVA e sulle imposte sui redditi (IRPEF, IRES, IRAP)»

Chi può accedere a questo “sconto di pena”?
In generale tutte le imprese che soddisfino tre requisiti. Vale a dire che possano:

  • avere ricavi non superiori a 5 milioni di euro;
  • trasmettere tutte le fatture emesse al Sistema D’Interscambio (SDI). Per poter rispettare tale condizione sarà necessario far transitare dal SDI anche le fatture emesse a soggetti esteri (indicando XXXXX).
  • effettuare tutti gli incassi e pagamenti superiori a 500 euro attraverso strumenti tracciati.

Come è possibile optare per questa agevolazione?
Le imprese che rispondono ai tre requisiti elencati possono accedere all’agevolazione effettuando apposita comunicazione sulla dichiarazione dei redditi, a partire dalla prossima, relativa ai redditi 2020.
Anche i soggetti in regime forfettario possano beneficiare di questa agevolazione, ma come abbiamo visto, dovranno optare per la fatturazione elettronica.
Ricordiamo che il limite all’utilizzo dei contanti è fissato in 2.000 euro per le transazioni compiute nel 2021 e che tale limite è destinato ad abbassarsi a 1.000 euro a partire dal 1° gennaio 2022.

Marco Mancini
dottore commercialista e business coach
Scrivete a Marco Mancini: intornoazienda@uominietrasporti.it

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