Il Consorzio BioLNG EuroNet, nel corso del vertice COP24, la 24a Conferenza promossa dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico in corso a Katowice, in Polonia, fino al 14 dicembre, ha annunciato l’interesse e l’impegno a espandere ulteriormente l’utilizzo di LNG in tutta Europa, attraverso la creazione di nuove infrastrutture adibite ad hoc.
Il consorzio, composto da Shell, DISA, Scania, Iveco, CNH Industrial Capital Europe con il marchio Iveco Capital e Nordsol, ha aderito ai fondi europei del Connecting Europe Facility (CEF), impegnandosi così a sostenere il futuro acquisto di oltre 2.000 camion LNG anche tramite la concessione di leasing particolarmente convenienti, l‘apertura di 39 stazioni di rifornimento LNG così da creare una rete paneuropea per la distribuzione di questo carburante in grado di coprire dalla Spagna meridionale alla Polonia orientale passando per Italia, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Germania. In più l’ambizione strategica è quella di costruire un impianto di produzione di Bio-LNG nei Paesi Bassi, che genererà carburante per 3000 MT/ann ricavandolo da un ciclo completamente organico.
In questa operazione l’assistenza dell’Unione europea ammonta a 6.000 euro.
Secondo Pierre Lahutte, presidente di Iveco, «questo progetto apre la possibilità di una transizione senza precedenti verso un approccio basato sull’economia circolare e sulla generazione di energia dai rifiuti. Il finanziamento del progetto ci consentirà di aiutare i nostri clienti a convertire le loro flotte in LNG attraverso i programmi di finanziamento e leasing della Iveco, aumentando il numero di veicoli a gas naturale sulle strade europee e facendo progressiverso un’industria dei trasporti sostenibile».
Da parte sua Shell, come ha chiarito il vice president esecutivo, Istvan Kapitany,«si impegna a offrire ai clienti più energia a basse emissioni di carbonio e le nuove stazioni di vendita al dettaglio di LNG sono un elemento essenziale del puzzle».
Jonas Nordh, direttore delle soluzioni di trasporto sostenibile di Scania, ha invece sottolineato l’articolazione del programma, che «copre stazioni di rifornimento, produzione di biocarburanti e sussidi che sono necessari per consentire ai clienti di investire nei camion, nonostante il maggiore costo iniziale». In più ha sottolineato che se «l’LNG, che riduce le emissioni di CO2 fino al 20%, è oggi ampiamente disponibile, il biogas, che riduce le emissioni di CO2 di oltre il 90%, sarà sempre più integrato con il gas naturale e la sua produzione andrà progressivamente ad aumentare».


