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Mercato dei camion: marzo positivo grazie ai pesanti

Le immatricolazioni dei veicoli sopra le 16 ton. continuano a trainare il mercato dei veicoli industriali. Anche se alternative al diesel, aldilà delle parole, non sono ancora prese in considerazione dai trasportatori

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14,7%. È questa la percentuale con cui sono cresciute le immatricolazioni dei veicoli pesanti sopra le 16 ton. Quelle del segmento intermedio tra le 6 e le 16 ton. continuano a rimanere invariate anche se a preoccupare è la costante negatività dei veicoli fino a 6 ton. Questo è quanto emerge dall’analisi dei dati sulle immatricolazioni del mese di marzo 2021 forniti dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e che Unrae ha confrontato con il marzo 2019 (il confronto con il “pandemico” 2020 sarebbe poco significativo).

Se parametrati al primo trimestre 2021, i dati subiscono un ridimensionamento che conferma la decrescita delle immatricolazioni sui mezzi fino a 6 ton. attestata al 36,4%; il segmento intermedio diminuisce rispetto al +21,2% del gennaio 2021 e si attesta al +7,5%. Quello che fa riflettere è che a trainare il mercato sono sempre i mezzi pesanti anche se il valore di crescita nel trimestre si aggira intorno al 15,8%, modesta rispetto alle attese del settore.

«Esistono timori – afferma Paolo Starace, presidente della sezione veicoli industriali Unrae – che l’impulso verso la transizione ecologica non sia coerente con le attuali tecnologie in commercio e finisca per scontrarsi con la scarsità di infrastrutture disponibili sul territorio, che non assicura un uso efficace ed efficiente delle motorizzazioni alternative. Elettrico, idrogeno e biocarburanti rappresenteranno il mix di soluzioni idonee a sostenere la decarbonizzazione del trasporto, ma allo stato attuale l’offerta di questa tipologia di veicoli è limitata in numero e in applicazioni o non è ancora disponibile».

Quali sono allora i veicoli che si acquistano? Secondo Starace «continua ad essere molto concorrenziale l’offerta degli Euro VI, perfettamente rispondenti ai parametri di sostenibilità tecnologica rispetto al parco attuale che, come riportato dall’Osservatorio Unrae 2020, ha ancora un 56% di ante Euro 4».

Starace elenca le soluzioni che potrebbero incentivare il cambio del parco mezzi a favore di veicoli a ridotto impatto ambientale quali «le tariffe autostradali legate alle classi di emissione, la capacità di carico ridotta per veicoli ante Euro 4, l’obbligo di verifica tecnica periodica portata a due volte l’anno sul modello inglese per i veicoli più vecchi, divieto di circolazione nei centri urbani e/o nei periodi di maggior traffico; sino ad arrivare al divieto di utilizzo per veicoli ante Euro 3 per motivi di sicurezza stradale , del trasporto e del lavoro».

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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