Dopo la versione cabinata mostrata nello scorso autunno, ora arriva quella trattore in configurazione 4×2. Così la gamma pesante Iveco elettrica è veramente completa. Non è stato un processo rapido, ma non poteva nemmeno essere altrimenti. Un po’ perché il costruttore italiano per un verso è quello che più di tutti ha spinto sulla neutralità energetica e sull’opportunità di includere anche l’alimentazione con bio-LNG tra quelle a zero emissioni. E quindi disponeva già nel proprio dna di un’alternati va totalmente green al diesel.
Un po’ perché Iveco ha dovuto gestire il distacco con Nikola, quella start-up statunitense che aveva eletto come partner per questa tecnologia, trovatasi prima in difficoltà finanziarie e quindi (a relazione finita) letteralmente in dissesto. Un po’ perché il mercato dell’elettrico, contrariamente alle attese, non si è aperto come un fiore a primavera e quindi non ha indotto chi ne era rimasto fuori ad affrettarsi ad entrare.
Tre pacchi batteria montati trasversalmente

Ma adesso che tutto questo è in archivio, il camion elettrico su cui Iveco imprime il suo marchio cinquantenne dimostra di voler tagliare i tempi. Nel senso che, come già avvenne nel caso del Daily, anche rispetto al trattore S-eWay il lungo tempo di gestazione è stato capitalizzato per realizzare qualcosa di diverso, magari di migliore. Cosa vuol dire? Molto banalmente è ovvio che se due anni fa i camion elettrici già in vendita garantivano un’autonomia di circa 300 km, Iveco non parte da lì, ma punta a raddoppiare questo chilometraggio. Merito in particolare dei tre pacchi batterie al litio-fosfato (LFP) con capacità lorda di 603 kWh – uti lizzabile fino a un considerevole 97% – per un’autonomia appunto di 600 km, che vengono montati trasversalmente al telaio e ricaricati dal 20 all’80% in 60 minuti facendo ricorso a una potenza fino a 350 kW.
E a rendere possibile un tale posizionamento è l’equipaggiamento di uno speciale assale anteriore completamente pneumatico da 9 tonnellate in combinazione con un passo di 3.932 mm. Così si conquista flessibilità nella configurazione della carrozzeria e nella distribuzione del carico, trovando maggior spazio per mettere insieme pacchi batteria di grandi dimensioni, conservando al tempo stesso la manovrabilità del veicolo e l’autonomia operativa.
Garanzia di 10 anni e fino a 1,2 milioni di km

Altro dato di eccellenza riguarda la durata della batteria, progettata per durare 12 anni, alla fine dei quali la percentuale di capacità non scende sotto al 70%. Numeri da considerare un vero e proprio impegno, visto che Iveco offre una garanzia che copre fino a 10 anni e fino a 1,2 milioni di km. Senza considerare che grazie a un sistema di gestione termica avanzato, le stesse batterie dovrebbero essere utilizzabili in modo ottimale anche a temperature estreme, da -30 a +40 gradi Celsius.
La gestione dell’energia dell’eAxle di FPT
L’altro gioiello tecnologico di rilievo di questo trattore, le cui consegne sono previste a partire dal 2026, l’assale elettrico bimotore che ne consente il funzionamento: dispone di una potenza continua di 480 kW, di una coppia massima di 1.800 Nm e lo produce FPT Industrial, società interna al perimetro Iveco, che ha messo a punto un sistema in grado di trasmettere la potenza direttamente alle ruote, in modo da rimuovere le perdite di energia tipiche delle trasmissioni tradizionali.
Tra le dotazioni aggiuntive, concepite sempre con la logica di confezionare un veicolo di qualità elevata, vanno segnalate le sospensioni pneumatiche integrali, funzionali al comfort di guida, e una presa di forza elettrica con cui, per esempio, facilitare l’utilizzo del veicolo elettrico anche in missioni di trasporto refrigerato.


