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L’idrogeno nei motori diesel? Ecco l’idea di Westport per i camion

Si chiama H2-HPDI la tecnologia che il colosso canadese delle alimentazioni alternative ha presentato all'IAA di Hannover. Come funziona? In pratica l'idrogeno, anziché essere impiegato nelle celle a combustibile per alimentare un motore elettrico, viene iniettato alla fine della fase di compressione del motore endotermico, quando il gasolio si è già «acceso»: in questo modo l’idrogeno, a contatto con l'ossigeno, esplode dando luogo a una combustione rapida e potente. Secondo Westport questa tecnologia offre, rispetto a un diesel tradizionale, fino al 20% di potenza e il 18% di coppia in più ed emissioni di CO2 prossime allo zero

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Un «game changer» capace di rivoluzionare il settore dei mezzi pesanti di trasporto. Molto pragmaticamente la canadese Westport, colosso delle alimentazioni alternative, ha definito così il suo nuovo sistema di alimentazione H2-HPDI destinato al mercato dell’OEM Heavy Duty per i motori a combustione interna.

Presentato nei giorni scorsi all’IAA Transportation di Hannover, si tratta di un sistema di conversione in grado di trasformare un tradizionale motore Diesel in uno alimentato ad idrogeno. In che modo? Sfruttando l’idrogeno non come «immagazzinatore» di energia, cosa che avviene per fuel cell, per alimentare un motore elettrico, ma utilizzandolo come carburante principale in un motore a ciclo diesel, ove l’ignizione dell’idrogeno viene resa possibile grazie ad un piccolissima quantità di gasolio la cui combustione funziona da scintilla per innescare la combustione endotermica. L’idrogeno viene infatti iniettato nella fase finale di compressione, quando il gasolio ha già dato il via al «boost»: in questo modo l’idrogeno esplode in maniera rapida nei cilindri dando luogo una combustione vigorosa.

Westport sostiene che questo sistema è in grado di alimentare un motore a combustione interna ed offrire, rispetto a un diesel tradizionale, fino al 20% di potenza e il 18% di coppia in più ed emissioni di CO2 prossime allo zero. Altri vantaggi di questo nuovo sistema di alimentazione sono il mantenimento dell’architettura del motore diesel esistente e il minor costo per raggiungere la conformità ai limiti di emissione della CO2. «Gli Original Equipment Manufacture (OEM) – spiegano dall’azienda – potranno così continuare a utilizzare i motori a combustione interna già esistenti alimentandoli con idrogeno. In questo modo non ci sarà bisogno di altri investimenti o di riprogettare il sistema di trasmissione del veicolo sia nella catena di approvvigionamento che nella produzione».

Preservando l’architettura del motori diesel esistenti, oltre che gli impianti e gli investimenti esistenti per la produzione di motori, il sistema di alimentazione H2 HPDI nelle applicazioni Hevy Duty e nello specifico del lungo raggio – secondo Westport – soddisferà o supererà le prestazioni e l’efficienza fornite dalle celle a combustibile.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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