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Scania vuole l’etanolo da uva

Scarti di vendemmia. Riciclandoli in Francia producono etanolo. Scania lo ha testato e verificato i benefici ambientali. E chiede al governo di Parigi di autorizzarne la commercializzazione con un'accisa adeguata alla scarsa resa del carburante

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Scania è sotto la luce dei riflettori per le sue novitàmotoristiche V8 di seconda generazione da 450 e 490 cv Euro 6, capaci diridurre i consumi del 2%. Ma non solo. Tra le sue attività sul fronte dellasostenibilità ambientale ci sono cose di natura diversa. Molto curiosa, peresempio, l’iniziativa di Scania France (a cui fa capo lo stabilimento diproduzione di Angers, dove lavorano circa 500 persone) che ha rivolto unapressante sollecitazione al governo di Parigi affinché autorizzi lacommercializzazione permanente del carburante ED95, composto per il 95% daetanolo ricavato da prodotti vegetali e per il 5% di additivi.
I prodotti naturali impiegati sono i residui della vendemmiacon i quali la società francese Raisinor ricava appunto etanolo utilizzabilecome carburante per i motori diesel.
Negli ultimi due anni sono stati compiutidiversi test in materia, con la partecipazione della Scania, della catena disupermercati Carrefour, della società di distribuzione Staf e di Raisinor. Trecamion Scania hanno lavorato per la distribuzione delle merci nell’area dellazona parigina, verificando l’efficacia della soluzione.
L’interesse dell’operazione è nella piena compatibilitàambientale del carburante. Le emissioni di CO2 dei motori alimentati conl’etanolo ricavato dai raspi di uva sono inferiori del 70% rispetto a quelledegli stessi propulsori funzionanti a gasolio. O meglio, le emissioni sonocalcolate in questa misura perché si tratta di CO2 biogenico, di originevegetale, e in quanto tale non considerato.
I motori così alimentati rendono parecchio meno rispettoall’alimentazione a gasolio (il consumo cresce dal 40 al 65%) ma i vantaggiambientali sono molto rilevanti.
L’utilizzo del carburante ED95 è già consentito in diversialtri Paesi (Svezia, Norvegia, Finlandia, Spagna, Olanda, Belgio, Germania eItalia), mentre in Francia è solo consentito per uso sperimentale. La richiestadella Scania France mira appunto a ottenere il riconoscimento dell’etanolo dauva tra i carburanti alternativi, con opportuno trattamento fiscale che tengaconto appunto del maggior consumo necessario. Oggi lo Stato francese sottoponel’etanolo allo stesso trattamento fiscale del gasolio, rendendo il suo impiegoimpraticabile economicamente.
Già due anni fa la Scania aveva svolto dei test di tre mesi,con tre camion alimentati a etanolo e i risultati erano stati positivi (sempreconsiderando un trattamento fiscale adeguato). Ora arriva la richiesta convintada parte della Scania France.

Redazione
La redazione di Uomini e Trasporti

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