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Hydrogen Valley: in Alto Adige si investe sul futuro dell’energia

Si trova in Alto Adige la prima Hydrogen Valley in Italia. È in funzione dal 2014 e rappresenta il cuore pulsante di una filiera che combina produzione, infrastrutture e applicazione di idrogeno verde in diversi settori

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Una «valley» a Bolzano interamente dedicata alla filiera dell’idrogeno, dalla produzione alle infrastrutture fino ad arrivare all’applicazione in diversi settori. A ricostruire la nascita e lo sviluppo di questa Hydrogen Valley (così vengono chiamate quelle aree o regioni delimitate in cui si realizzata tutta la filiera dell’idrogeno) è Thomas Klauser, Direttore dell’Istituto per Innovazioni Tecnologiche di Bolzano (IIT), nel corso di un webinar come tappa di avvicinamento alla fiera Hydrogen Energy Summit & Expo (HESE), che si svolgerà a Bologna dal 6 all’8 ottobre prossimi.

Klauser è il Direttore dell’Istituto che gestisce il Centro Idrogeno di Bolzano, dove dal 2014 si produce idrogeno verde. L’ingegnere ha illustrato come l’idrogeno verde prodotto a Bolzano sia al 100% a zero emissioni. In Alto Adige ci sono infatti numerose centrali idroelettriche – sia private che pubbliche – che contribuiscono in modo fondamentale all’autonomia energetica sudtirolese. La trasformazione di quest‘energia elettrica in idrogeno permette di stoccare quest’energia verde e di utilizzarla in vari settori (tra cui la mobilità) riducendo la dipendenza dai carburanti fossili.

L’idrogeno prodotto viene impiegato nella mobilità sia privata che pubblica. A Bolzano girano, infatti, dal 2013 degli autobus elettrici a idrogeno ai quali si sono aggiunte nel 2014 delle macchine con cella a combustibile. In entrambi i casi il successo di questi progetti – finanziati sia dall’Unione Europea che dalla Provincia Autonoma di Bolzano – è stato talmente grande che nel frattempo si sta procedendo con il rinnovamento e l’ampliamento delle rispettive flotte. Oltre alla mobilità sono state fatte delle sperimentazioni anche in altri settori, per esempio aggiungendo una certa percentuale di idrogeno nei generatori a metano. Ciò ha consentito di abbattere notevolmente le emissioni di NOx e di particolato rendendo questo sistema già in essere più sostenibile.

Un altro fattore che ha sicuramente contribuito al successo di questo ecosistema era ed è il lavoro di comunicazione del Centro. «Si tratta di un centro dimostrativo», spiega Klauser, «che cerca il contatto con la popolazione, la politica e l’economia locale. Nel corso degli anni abbiamo dato la possibilità di visitare la nostra struttura a più di 8.000 persone che si sono informate su questa tecnologia e sulle sue potenzialità. Però non rimaniamo solo confinati entro le mura del nostro centro: partecipiamo anche a numerosissimi eventi su tutto il territorio per entrare in contatto con la gente».

Questa storia di successo sicuramente non sarebbe stata possibile senza dei partner convinti: «Avevamo e abbiamo tutt’ora la fortuna», ricorda Klauser, «di avere al nostro fianco dei partner importanti e convinti del nostro progetto, come la Provincia Autonoma di Bolzano, l’Autostrada del Brennero e Alperia, player del settore energetico; ciò ci ha permesso di intraprendere questa avventura quando nessuno ci credeva ancora».

Redazione
La redazione di Uomini e Trasporti

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