Il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso a causa del caro gasolio, con prezzi stabilmente oltre i 2 euro al litro, e senza risposte concrete del Governo sarà inevitabile il fermo nazionale dei servizi. Lo afferma Unatras (Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci) che, in una nota comunica di aver convocato per il prossimo 17 aprile a Roma il Comitato esecutivo per assumere “decisioni sulle azioni di autotutela della categoria”. “Senza un cambio di rotta immediato da parte del Governo – si legge nella nota di Unatras – il Comitato esecutivo valuterà l’attuazione del fermo nazionale, come conseguenza inevitabile per difendere la sopravvivenza di migliaia di imprese per cui è diventato impossibile garantire la continuità dei servizi di autotrasporto, fondamentali per la filiera logistica ed economia italiana”.
Fino a 9.000 euro in più a camion
L’Unione delle sigle più rappresentative dell’autotrasporto denuncia che il costo del carburante ha superato i livelli di sostenibilità per le imprese, con il gasolio oltre i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria e punte superiori in autostrada. Una dinamica che si traduce in un aggravio fino a 9.000 euro annui di extracosti per veicolo pesante, mettendo fuori mercato migliaia di aziende italiane.
“Le imprese stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari – sottolinea la nota dell’Unione – È inaccettabile che, a fronte di una crisi così grave, non siano state recepite le nostre proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026 richieste dal settore per garantire misure efficaci e immediate”.
Provvedimenti immediati
Considerato che la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è già stato assorbito dal continuo aumento del prezzo industriale – continua la nota – è indispensabile attuare provvedimenti immediati che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori del trasporto professionale, che hanno investito in sicurezza e tutela ambientale. Unatras ribadisce quindi la necessità urgente di emanare il decreto attuativo del credito d’imposta di 100milioni; prevedere ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione, interventi a sostegno della liquidità delle imprese e attuare provvedimenti per l’immediata compensazione dei rimborsi delle accise.


