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Ecco finalmente i costi minimi dell’Osservatorio

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Non è stato sicuramente facile, ma finalmente l’Osservatorio nazionale della Consulta del Trasporto e della Logistica è riuscito ad approvare i costi minimi per l’autotrasporto. Una determinazione importante perché fissa una soglia che sia i vettori sia i committenti non potranno in alcun caso derogare quando andranno a definire un contratto di trasporto. Ma una determinazione importante pure perché completa un percorso normativo che fino a ieri era rimasto monco e che rischiava di restare tale se i venti di crisi che soffiano sulla politica avessero portato alla caduta del governo. Ipotesi che diventa giorno dopo giorno tutt’altro che remota. E deve essere stata proprio tale prospettiva a far uscire la trattativa interna all’Osservatorio da quel pantano in cui si era arenata. Trattativa comunque «aspra» – come l’ha definita il presidente di Fai Contrasporto, Paolo Uggè nel suo  commento settimanale sul sito dell’Associazione – che non ha raggiunto posizioni unanimi (la delibera è stata approvata soltanto a maggioranza) e ha «sollevato anche qualche problema di metodo». Fatto sta che adesso non soltanto ci sono i numeri generici per le varie fasce di tonnellaggio, ma per tutte una serie di tipologie di trasporto specifiche (trasporti frigo, di prodotti petroliferi in cisterna, collettame, di prodotti in Adr con cisterne, di prodotti con ribaltabili, di prodotti alimentari in cisterna, di cemento sfuso in cisterna, di mangimi in cisterna, trasporti effettuati da vettori frazionisti) c’è una previsione dettagliata, seppure riferita ai soli veicoli sopra le 26 ton, anche se il segretario generale della Fiap nonché membro dell’Osservatorio, Silvio Faggi, ha già chiarito che «nel corso delle prossime riunioni dell’Osservatorio verranno elaborati i costi relativi ai veicoli di peso inferiore alle 26 tonnellate per le tipologie oggettivamente presenti sul mercato». In qualche caso – come quello del Collettame o delle Messaggerie – i costi minimi diventano inferiori a quelli che fino a ieri il Ministero individuava in maniera generica. Per molti altri, invece, a partire dai trasporti Frigoriferi fino a quelli Cisternati e Petroliferi, la determinazione del costo va oltre (in alcuni casi in maniera rilevante) rispetto ai dati ministeriali. Senza considerare che quasi sempre l’Osservatorio – che comunque si riserva di affinare il metodo di quantificazione ed eventualmente di riconsiderarlo nella riunione del 15 dicembre – ha fissato un costo minimo per l’andata e il ritorno e uno per la sola andata.Ma soprattutto l’Osservatorio ha anche chiarito la seguente formula con cui il ministero dello Sviluppo Economico dovrà adeguare (e pubblicare mensilmente sul proprio sito) i costi di esercizio e i costi minimi di sicurezza in relazione all’andamento del costo del carburante:                                 costo carburante per km incidenza = —————————————————— x 100                     «altri costi» + costo carburante per km Gli «altri costi» sono appunto quelli appena determinati dall’Osservatorio.E tale individuazione dovrebbe scongiurare quelle «interpretazioni distorte» che – come ha ricordato Uggè – erano state individuate dalle rappresentanze della committenza. Cosa accade adesso? Il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, parlando dalla Sardegna – isola gravata da una serie di problematiche specifiche per le quali lo stesso Sottosegretario ha annunciato l’apertura di un tavolo dedicato – ha affermato con prontezza che dopo la delibera dell’Osservatorio diventa fondamentale definire le modalità applicative negli accordi di settore, definendo comparto per comparto le deroghe e le diverse condizioni.E in effetti già si sono levate voci che esprimono particolare urgenza. Tra queste quella del presidente di Anita, Eleuterio Arcese, che dopo aver chiarito come le imprese di autotrasporto siano riuscite «a tirare avanti riducendo i margini – già bassi – per assecondare i clienti nelle continue richieste di abbattimento dei prezzi dovute alla crisi», ha poi aggiunto che «nella situazione attuale non riusciamo più a garantire i servizi richiesti dai nostri committenti». Cosa chiede Arcese? Detto sinteticamente, di aumentare il prezzo del trasporto, anche a prescindere dal dibattito dei costi minimi. Pena il collasso del settore. I costi sono stati pubblicati sul sito del Ministero alle Infrastrutture e Trasporti. Per consultarli cilccare sulla scritta seguente:Costi di esercizio e costi minimi di sicurezza – deliberazione 2 novembre 2011

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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